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Ordine senza precedenti della Tutoria di Giubiasco a tutti gli esercenti

Da: CdT del 15.9.09 pag 15
«Non date da bere a quell'uomo». Ordine senza precedenti della Tutoria di Giubiasco a tutti gli esercenti.
S.Db
Il drastico provvedimento è stato deciso nei confronti di un 64.enne etilista residente nel Borgo il cui comportamento ha provocato a più riprese problemi di ordine pubblico in numerosi bar e ristoranti di tutta la regione.

 

DIVIETO Il 54.enne potrà frequentare bar e ristoranti, ma gli esercenti non dovranno più servirgli bevande alcoliche. (foto N. Demaldi)

 

Non servite bevande alcoliche a quell'uomo. È quanto la Commissione tutoria regionale 15 con sede a Giubiasco ha comunicato ad inizio agosto ai titolari di tutti gli esercizi pubblici del Borgo e degli altri Comuni del Bellinzonese. Alla lettera in cui erano indicate le generalità della persona in questione - un 64.enne domiciliato a Giubiasco con seri problemi di alcolismo e per questo messo sotto tutela - se ne è aggiunta una seconda, inviata tre settimane più tardi, con allegata una sua foto recente. «È la prima volta che ci vediamo costretti ad emettere un simile provvedimento» spiega al CdT Richard Wagner, segretario della Commissione tutoria 15, rilevando come il 64.enne ha seri problemi di etilismo e quando è in preda ai fumi dell'alcol spesso dà in escandescenze tanto da creare problemi di ordine pubblico. A Giubiasco gli esercenti lo conoscono bene: spesso e volentieri chiudono un occhio sulle sue intemperanze. Ma in alcuni casi il suo comportamento va oltre il lecito e proprio per questo le segnalazioni al tutore ed alle autorità comunali si sono accumulate negli anni. Da qui il drastico provvedimento deciso per tutelare la sua incolumità e quella degli altri avventori degli esercizi pubblici della regione.

«Il tutore, di principio, deve adottare tutti i provvedimenti che vanno nell'interesse della persona di cui si occupa. Deve occuparsi non solo della sua situazione lavorativa, ma anche sociale. Quindi, secondo me, rientra nelle sue competenze emanare delle delle indicazioni vincolanti nei confronti del suo pupillo (termine tecnico che indica il tutelato, ndr.) per quanto riguarda il consumo di bevande alcoliche» rileva Alessia Paglia, responsabile dell'Ufficio di vigilanza sulle tutele, alla quale abbiamo chiesto se si giustifichi una misura tanto drastica, adottata con tutta probabilità per la prima volta in Ticino. «Di sicuro vi è che questa persona ha e causa dei problemi, segnatamente legati all'abuso di alcol, altrimenti non sarebbe stato posto sotto tutela. Da quanto mi risulta i suoi comportamenti sono pericolosi non solo per lui ma anche per gli altri. Quindi, pu trattandosi di un caso del tutto eccezionale ritengo che un simile provvedimento possa anche giustificarsi» la responsabile dell'Ufficio di vigilanza sulle tutele ha comunque sottoposto la questione a degli esperti per verificare se il provvedimento è legittimo. Facendo astrazione dal caso concreto, il tutore, ribadisce Alessia Paglia, deve proteggere ed assistere in tutti gli interessi personali il suo pupillo. Nelle sue competenze vi è dunque anche l'adozione di proibizioni che, come tutti gli interventi, deve essere concordata col suo pupillo. «In linea di massima bisogna infatti tenere sempre presente e considerare il più possibile la libertà personale dell'individuo posto sotto tutela. Libertà personale che deve essergli garantita, purchè ciò non comprometta la sua incolumità. Appare quindi ovvio che provvedimenti incisivi come quello in questione si giustificano solo se altri adottati in precedenza sono rimasti infruttuosi oppure se è palese che un intervento minimo non scaturirebbe alcun effetto benefico». Il fatto di diffondere a tappeto generalità e fotografia del 54.enne agli esercenti del Bellinzonese potrebbe però rappresentare una violazione della sua sfera privata. «Premetto che nell'ambito tutorio tutto quando viene compiuto è una violazione della sfera privata.

Quindi si tratta di valutare se il provvedimento è proporzionale al risultato che si vuole ottenere e alla gravità della situazione. Ad ogni modo rilevo che il diretto interessato non ha contestato, come era suo diritto, la misura. Quindi, ma il caso non lo conosco nel dettaglio, è anche possibile che l'abbia accettata». Va poi rilevato che senza la diffusione delle sue generalità e, soprattutto, della sua fotografia gli esercenti avrebbero difficoltà nel riconoscere il 64.enne e quindi rispettare l'ordine emanato dalla Commissione tutoria di Giubiasco.

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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