Da: Mattino della domenica 26.4.09 pag 8
Unirebbe il vantaggio della specializzazione e le maggiori garanzie dell'autorità giudiziaria - giornata di studio ad inizio giugno
Le Commissioni tutorie sono tornate a far parlare di sé e non in positivo a seguito della vicenda della 15enne prelevata da scuola e trasferita d'autorità al PAO, fatti che hanno portato alla manifestazione del movimento Papageno della scorsa settimana.
Ad essere messa in discussione è l'intera organizzazione del sistema. Da tempo le associazioni dei genitori non affidatari (in Ticino c'è AGNA e il Movimento Papageno) ritengono che il difetto stia nel manico. Non solo l'Ufficio di vigilanza sulle tutele - attualmente autorità amministrativa inquadrata nella Sezione enti locali del Dipartimento delle Istituzioni - andrebbe abolito e sostituito da un'autorità giudiziaria, ma lo stesso dovrebbe accadere per le Commissioni tutorie.
A prendere il posto delle tutorie potrebbe essere una pretura specializzata, o, come si dice, "dedicata".
«Una pretura - precisa l'avv. Paolo Tami, segretario di AGNA - che si occuperebbe solo di diritto di famiglia, e che si specializzerebbe in questo campo, seguendo anche i necessari corsi d'aggiornamento. Ciò che non accade, come si può facilmente immaginare, con le 18 Commissioni tutorie regionali, le quali sono presiedute a tempo parziale da avvocati che si occupano anche di altra materie. A ciò si aggiungono le maggiori garanzie che un'autorità giudiziaria fornisce».Evitare gli inciuci
Quanto all'Ufficio di vigilanza sulle tutele, andrebbe sostituito da un gremio del Tribunale d'appello che fungerebbe sia da autorità di reclamo che di ricorso.
A decidere su affidamenti di figli, diritti di visita, ecc, non sarebbero quindi dei funzionari ma dei magistrati veri e propri. «Il Tribunale "di famiglia" si potrebbe occupare sia della protezione degli adulti che di quella dei minori - rileva l'avv Tami - ed inoltre avrebbe anche il vantaggio di porre fine all'attuale discriminazione tra figli di coniugi e figli di persone non sposate».
La creazione di un'autorità giudiziaria specializzata permetterebbe inoltre di evitare gli "inciuci" che connotano la situazione attuale, con avvocati presidenti di Commissioni tutorie che utilizzano questa carica per "vendersi" meglio sul mercato dei divorzisti, e che si trovano come professionisti a svolgere un ruolo e come presidenti delle Tutorie a svolgerne uno diverso e contrapposto.
Essenziale è poi che, nel caso dell'auspicata creazione di un'autorità giudiziaria, non si riciclino sotto altra veste gli attuali funzionari della Commissione di vigilanza sulle tutele, ma si scelgano dei magistrati con tutti i crismi.
Esperienza che funziona
Di per sé l'idea di insediare un'autorità giudiziaria al posto delle 18 Commissioni tutorie non è nuova. Infatti, ricorda il segretario AGNA, già negli anni Novanta il Consiglio federale aveva avanzato delle proposte che andavano nella direzione della creazione di Tribunali di famiglia, ma il poi il progetto è stato accantonato.
Tribunali di famiglia, precisa l'avv. Tami, che esistono da anni in Italia, dove dimostrano di funzionare. E nella vicina Penisola è già in vigore da oltre un decennio l'affido condiviso, che invece in Ticino sta muovendo i primi passi. «Oltretutto - osserva il segretario AGNA - con delle modalità che sono molto diverse dalle nostre. Nel senso che da noi, in caso di conflittualità, la tendenza è quella di allontanare il genitore non affidatario. Così facendo, però, si premia chi crea conflitti. Invece oltreconfine l'impostazione è contraria».
Per approfondire queste problematiche che si fanno sempre più scottanti e fonti di gravi tensioni, la prima settimana di giugno AGNA organizza una giornata di studio sui tribunali dei minori.
Lorenzo Quadri
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