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Autorità tutoria: "È ormai un'istituzione da rivedere e riformare"

Da: www.caffe.ch 24.5.09

L'intervista

Clemente Mazzetta

Negli ultimi anni non sono solo aumentati i casi delle persone messe sotto tutela, ma anche la litigiosità sulle decisioni. "Una spia evidente dell'aumento del disagio sociale", dice il ministro Luigi Pedrazzini. 

Perchè in Ticino c'è tanta litigiosità e disagio?

"Dallo stato di crisi della famiglia. Dobbiamo renderci conto che presto o tardi si deve pagare la fattura della disgregazione delle famiglie..."

Non solo?

"Ovviamente. Il fatto di aver messo in campo maggiori prestazioni ha contribuito ad aumentare la domanda. Ma la causa principale, a mio parere, resta nel degrado dell'istituto familiare".

La riforma del 2001, che ha ridotto le tutorie a 18, ha risposto alle esigenze?

"Sicuramente ha fatto fare un passo avanti all'istituzione tutoria migliorandola e professionalizzandola. E ha creato anche nuove competenze. Questo senza misconoscere il ruolo svolto in passato dai sindaci".

Quindi, la sua valutazione?

"È positiva. Si è fatto molto e si è fatto bene. Esistono ovviamente dei margini di miglioramento rispetto ad alcuni limiti strutturali evidenziati in questi anni. L'intero sistema deve essere migliorato e adeguato rispetto alla complessità dei casi e alla più forte litigiosità".

Si litiga di più?

"Si nota, dietro ai singoli casi, una fortissima tensione familiare, fra coniugi separati e divorziati per l'affidamento dei figli. Un fenomeno nuovo a cui si deve rispondere rendendo più adeguato e competente l'intero sistema delle tutorie".

Adeguare, ma in che direzione?

"Abbiamo commissionato una perizia a Kurt Affolter anche in vista del prossimo adeguamento legislativo federale".

E questa perizia cosa dice?

"Di valutare innanzitutto la possibilità di ridurre il numero delle autorità tutorie, passando da 18 a 4 (due nel Sopra e due nel Sottoceneri). Oggi però non sono ancora in grado di dire in quale direzione andare. Stiamo esaminando i vari scenari".

Come secondo obiettivo?

"Quello di professionalizzare ulteriormente le autorità tutorie rispetto ai nuovi casi sempre più complessi, che richiedono una padronanza maggiore della materia. Ma è lo stesso diritto federale che ci imporrà una maggior professionalizzazione".

Innovare ma come?

"Nel migliore dei modi, senza concepire però istituzioni troppo lontane dal territorio. Senza istituire dei tribunali. Credo che la conoscenza dei casi, del contesto familiare, sociale comunale sia e resti fondamentale".

C'è un problema di tutori?

"Uno dei problemi che vediamo all'orizzonte è proprio quello di avere a disposizione un numero sufficiente di tutori specializzati. Perché quelli ufficiali non possono far fronte a tutti i casi. Ma constatiamo una certa ‘perdita di vocazione' di quelli privati".

Come porre rimedio?

"Si tratta di capire come motivare meglio e incentivare tutori qualificati: il nodo del problema sta proprio in questo ambito. Non basta prendere la decisione, poi bisogna che qualcuno si faccia carico di queste persone con responsabilità e competenza, giorno dopo giorno".

 

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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