L'intervista
Clemente Mazzetta
Negli
ultimi anni non sono solo aumentati i casi delle persone messe sotto
tutela, ma anche la litigiosità sulle decisioni. "Una spia evidente
dell'aumento del disagio sociale", dice il ministro Luigi Pedrazzini.
Perchè in Ticino c'è tanta litigiosità e disagio?
"Dallo
stato di crisi della famiglia. Dobbiamo renderci conto che presto o
tardi si deve pagare la fattura della disgregazione delle famiglie..."
Non solo?
"Ovviamente.
Il fatto di aver messo in campo maggiori prestazioni ha contribuito ad
aumentare la domanda. Ma la causa principale, a mio parere, resta nel
degrado dell'istituto familiare".
La riforma del 2001, che ha ridotto le tutorie a 18, ha risposto alle esigenze?
"Sicuramente
ha fatto fare un passo avanti all'istituzione tutoria migliorandola e
professionalizzandola. E ha creato anche nuove competenze. Questo senza
misconoscere il ruolo svolto in passato dai sindaci".
Quindi, la sua valutazione?
"È
positiva. Si è fatto molto e si è fatto bene. Esistono ovviamente dei
margini di miglioramento rispetto ad alcuni limiti strutturali
evidenziati in questi anni. L'intero sistema deve essere migliorato e
adeguato rispetto alla complessità dei casi e alla più forte
litigiosità".
Si litiga di più?
"Si
nota, dietro ai singoli casi, una fortissima tensione familiare, fra
coniugi separati e divorziati per l'affidamento dei figli. Un fenomeno
nuovo a cui si deve rispondere rendendo più adeguato e competente
l'intero sistema delle tutorie".
Adeguare, ma in che direzione?
"Abbiamo commissionato una perizia a Kurt Affolter anche in vista del prossimo adeguamento legislativo federale".
E questa perizia cosa dice?
"Di
valutare innanzitutto la possibilità di ridurre il numero delle
autorità tutorie, passando da 18 a 4 (due nel Sopra e due nel
Sottoceneri). Oggi però non sono ancora in grado di dire in quale
direzione andare. Stiamo esaminando i vari scenari".
Come secondo obiettivo?
"Quello
di professionalizzare ulteriormente le autorità tutorie rispetto ai
nuovi casi sempre più complessi, che richiedono una padronanza maggiore
della materia. Ma è lo stesso diritto federale che ci imporrà una
maggior professionalizzazione".
Innovare ma come?
"Nel
migliore dei modi, senza concepire però istituzioni troppo lontane dal
territorio. Senza istituire dei tribunali. Credo che la conoscenza dei
casi, del contesto familiare, sociale comunale sia e resti
fondamentale".
C'è un problema di tutori?
"Uno
dei problemi che vediamo all'orizzonte è proprio quello di avere a
disposizione un numero sufficiente di tutori specializzati. Perché
quelli ufficiali non possono far fronte a tutti i casi. Ma constatiamo
una certa ‘perdita di vocazione' di quelli privati".
Come porre rimedio?
"Si
tratta di capire come motivare meglio e incentivare tutori qualificati:
il nodo del problema sta proprio in questo ambito. Non basta prendere
la decisione, poi bisogna che qualcuno si faccia carico di queste
persone con responsabilità e competenza, giorno dopo giorno".
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Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.
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