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Autorità tutoria. “Hanno rovinato la mia piccola”

Da: www.caffe.ch 24.5.09

Il racconto di una madre finita nei guai per le sue condizioni economiche

Mauro Spignesi

"Voglio fare una premessa: l'istituzione, la tutoria, come struttura, come idea, non è sbagliata. Il problema sono le persone , servirebbe più professionalità, più attenzione ai bisogni della gente, di padri e madri, di bambini che vivono un periodo tragico della loro vita. Invece hanno modi spicci, urlano, sono bruschi. Probabilmente hanno problemi anche loro e li riversano nel lavoro, altrimenti non saprei come spiegarmi certi atteggiamenti incomprensibili. A me hanno messo sotto tutoria una figlia. L'hanno rovinata, ripeto: ro-vi-na-ta.

E non tanto il primo assistente sociale, no quel signore era gentile. Ci ha aiutato, ci è stato vicino. Poi credo sia salito di grado, ed è arrivata una ragazza". 

"Da lì sono cominciati i nostri guai. Faceva persino battute sui miei fatti sentimentali. Ma si può, ma chi credono d'essere? Non si rendono conto che il loro ruolo è di grande responsabilità, che vanno nelle case della gente, che decidono dell'educazione, influenzano enormemente i comportamenti, la scelta di vita? Ci sono diritti che vengono calpestati. Ci sono diritti umani che non valgono nulla con quella gente lì. Siamo arrivati al punto che potevo vedere mia figlia nell'istituto dalle 12 alle 13.30. Non hanno voluto sentire spiegazioni. Io sono finita così perché ho avuto problemi finanziari. Ma quando mi hanno tolto la figlia pensavo di morire, io sono molto religiosa, per me il nucleo familiare è sacro. Gli ho detto in faccia che si trattava di deportazione".

"Quando certa gente decide forse non si rende conto di quanto male può fare. Oggi il rapporto con mia figlia è totalmente da ricostruire. E io sto seriamente pensando di chiedere un risarcimento al Cantone, di far causa. Ma non so se è possibile. Io sono povera, mi sono rimaste poche forze, non ho i soldi e so che per andare contro questa gente devi essere attrezzato: psicologicamente, ma soprattutto finanziariamente. Perché gli avvocati costano e le cause sono lunghe: bisogna saper tener duro e pagare una fattura dietro l'altra. Però magari unendoci, parlando con le altre mamme che hanno avuto a che fare con assistenti sociali e tutori vari qualche iniziativa in futuro si potrà prendere. Ne sono certa. Per questo sto frequentando una associazione, ci sono andata solo poche volte, nelle riunioni si parla di cose concrete, dei nostri problemi. E mi sono accorta che tanti hanno vissuto le stesse situazioni che ho vissuto io. Ho letto nei loro volti la sofferenza, le smorfie di preoccupazione, i tic nervosi. E i traumi che ti porti dietro per tutta la vita".

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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