Da: www.caffe.ch 24.5.09
L’Ufficio di vigilanza sulle tutele mette a punto una revisione proprio sulle Commissioni
Libero D'Agostino
Commissioni tutorie nell'occhio del ciclone. Dopo il caso della quindicenne di Agno, internata nel Centro di pronta accoglienza di Mendrisio, e la clamorosa protesta di Antonella Pace, che ha chiesto l'elemosina in piazza Dante a Lugano, per pagare il ricorso contro la tutoria di Breganzona, è di nuovo polemica su un sistema che non pare funzionare come dovrebbe. "Siamo consapevoli che alcune cose potrebbe essere migliorate e stiamo mettendo a punto i necessari aggiustamenti. Cercheremo di professionalizzare di più la gestione delle commissioni", afferma Alessia Paglia, responsabile dell'Ufficio cantonale di vigilanza sulle tutele.
Giusto un anno fa il rapporto commissionato dal Cantone a Kurt Affolter aveva espresso un giudizio tutto sommato positivo sull'attività delle commissioni tutorie, evidenziando però anche non pochi limiti e incongruenze dal profilo organizzativo e nell'impiego del personale. "Proprio partendo da questi rilievi e dalla riforma per la nuova legge sul diritto tutorio che dovrebbe entrare in vigore nel 2013, stiamo lavorando - spiega - a delle proposte operative che sottoporremo al governo". Proposte che in gran parte rappresentano anche la soluzione ai problemi e alle dure critiche sollevate recentemente da Papageno: gestione non professionale delle tutorie con collaboratori impiegati a tempo parziale che, anche per questo, non conoscono a fondo né le persone né i casi su cui decidono. "Che le 18 commissioni che operano in Ticino - osserva Paglia - si debbano avvalere anche di collaboratori a tempo parziale lo prevede l'attuale legge. Sappiamo che ciò può comportare dei problemi, perciò proporremo un impiego a tempo a pieno". Indubbiamente con personale a tempo pieno, le tutorie, secondo Paglia, possono garantire una migliore continuità nel loro lavoro e, soprattutto, diventare un punto di riferimento stabile per le famiglie. "Anche in questo senso - assicura - cercheremo di garantire una maggiore professionalità" Paglia non condivide affatto la critica di Papageno che con l'attuale sistema nessuno sorvegli davvero il lavoro delle commissioni tutorie, che non ci sia una netta separazione tra quest'ultime e l'autorità cantonale di vigilanza. Insomma, che controllato e controllore sono stessa cosa. "Si tratta, invece, di due entità ben distinte - replica -. Noi facciamo parte di una struttura amministrativa ed esercitiamo una funzione autonoma di vigilanza che ci è attribuita dalla legge. Le commissioni tutorie sono enti a se stanti e indipendenti". Per ragioni di riservatezza professionale, Paglia non vuole parlare dei casi più recenti che hanno sollevato non poche polemiche: "Dietro ogni storia c'è sempre una situazione particolare, a volte delicata, che va valutata in tutti i suoi risvolti. È assurdo pensare che nelle commissioni tutorie si voglia infierire sui minori o sulle loro famiglie".
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