Da: CdT 23.7.09 pag 7
Tutele, l’AGNA chiede correttivi delle procedure
L’Associazione dei genitori non affidatari sollecita il Governo: colmi le lacune
I margini di manovra, per migliorare le procedure in vigore presso le autorità amministrative in materia di minori (fra cui le Commissioni tutorie regionali), ci sono e le lacune potrebbero essere colmate in tempi brevi. Ne è convinta l’Associazione dei genitori non affidatari (AGNA), che ha scritto al Governo sollecitandolo a elaborare correttivi sulla base delle critiche formulate nel rapporto Affolter. Pietro Vanetti, del Comitato AGNA, rileva che la perizia conferma molte critiche formulate riguardo a prassi e tempestività degli enti presi in esame. «Ma l’impressione è che non vengano affrontate. Per questo si chiede al CdS se se ne sta occupando e, in caso negativo, se sia disposto a conferirci un mandato». Vanetti traccia un bilancio dell’attività dell’AGNA: «Siamo soddisfatti. Ci hanno coinvolto in un gruppo di lavoro e anche lo sportello di assistenza gratuito funziona». Maggiori informazioni sui servizi dell’AGNA sono su Internet
(www.agna.ch).
Da: La regione 23.7.09 pag 4
Perché se i genitori non sono due a pagare tocca sempre ai bambini
Nelle commissioni tutorie qualcosa si sta muovendo, ma nel frattempo?
BO.P![]() |
«Non sono isterismi di genitori frustrati dalla non riuscita della propria vita familiare», ha detto Pietro Vanetti del comitato di Agna, l’associazione dei genitori non affidatari. E che le critiche mosse dall’associazione alla struttura istituzionale che si occupa di curatele e diritto della famiglia non sono sfoghi della frustrazione è pure provato dalla condivisione delle posizioni di Agna. Da parte di Kurt Affolter, che le ha evidenziate nel suo rapporto sulle Commissioni tutorie regionali (Ctr), ma anche da parte della politica.
Fatte le debite premesse, Vanetti si è detto contento di aver raggiunto, o quasi, «il punto di arrivo dalla costituzione dell’associazione», avvenuta nel dicembre del 2005. Agna è nata con lo scopo di unire e coordinare le voci dei genitori non affidatari ticinesi per poter portare le proprie critiche e suggestioni all’attenzione della politica e dell’amministrazione. A farne parte sono per il 93 per cento uomini. Padri che, perlopiù in seguito al fallimento del proprio matrimonio, hanno visto i propri pargoli affidati alle madri. Tra le attività organizzate dall’associazione si trovano quindi serate di informazione e dibattito, solitamente ripetute nelle varie regioni del cantone, proposte anche per stimolare «una presa di coscienza della nuova situazione e dell’importanza di adempiere al proprio ruolo genitoriale» nei padri e nelle madri non affidatari. Un’altra strada per dare supporto e informazioni è lo sportello di assistenza gratuita aperto nell’ottobre 2007. «Praticamente ogni martedì pomeriggio (tra le 16 e le 18, ndr) del 2008 abbiamo effettuato almeno due consulenze – ha spiegato Simone Bianchini, curatore e responsabile dello sportello –, chiudendo l’anno con 160 incontri: 38 con protagonisti cittadini del Luganese, 20 del Mendrisiotto e 16 a testa per Bellinzona e Locarno. Nove casi riguardavano invece persone provenienti dall’estero».
Ma veniamo alle critiche. «La mediazione e l’arbitraggio da parte delle istituzioni lascia a desiderare», ha asserito Vanetti. «La maggior parte dei problemi che ci sono stati presentati riguardano i diritti di visita – ha segnalato Bianchini –. Un esempio limite è portato da un padre che non incontra i suoi figli da sei anni! Ci vuole un’autorità più presente e le decisioni riguardanti questo diritto devono essere prioritarie rispetto a quelle di carattere economico». E secondo Bianchetti troppo spesso «non ci sono condizioni e mezzi per applicare il diritto di visita, e senza decisioni va a finire che il bimbo rimane orfano di un genitore». Questo è solo un lato della faccenda, ci sono poi decisioni poco comprensibili, rischi di ricadute sui bambini degli effetti delle liti tra i genitori (vedi box) e molti altri problemi ancora, diversi caso per caso.
Tra le prime conseguenze ticinesi delle segnalazioni di Agna c’è stata nel maggio scorso la creazione da parte del governo di un gruppo di lavoro che dovrà proporre entro fine 2009 una riorganizzazione del settore tutele e curatele, così come le migliorie da apportare alla relativa legge. Un gruppo di 18 attori del settore per creare il quale c’è voluto l’intervento dell’associazione. Una soddisfazione già soltanto l’essere arrivati fin qui, perché questa è secondo Vanetti la strada da continuare a seguire: «Se ci si impegna, con serietà e documentazione, si riescono a influenzare le decisioni istituzionali».
Tuo padre è un...
Lo chiamano mobbing genitoriale. Un nome moderno e ‘trendy’ per un comportamento tanto brutto quanto antico. Si tratta della pressione esercitata sull’ex-coniuge con lo scopo più o meno dichiarato di minarne la reputazione e la credibilità. Soprattutto agli occhi della prole. Ma se a innescare il tutto è di solito il genitore affidatario, a farne le spese non è necessariamente il passato compagno. O non soltanto. Le ricadute peggiori di questi comportamenti aggressivi del postrottura sono proprio sui pargoli. E gli effetti possono essere nefasti. Non ancora catalogata come malattia, la sindrome da alienamento parentale (Pas) miete già da tempo giovani vittime, le quali nei casi peggiori non riescono più a riconoscere obiettivamente un genitore ‘buono’ da uno ‘cattivo’.

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