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Tutorie regionali: uno studio partendo dalle vittime

Da: www.sensogiovane.ch, sabato, 11 aprile 2009 alle 9:48 | di Redazione |(link diretto all'articolo)

Famiglia

 Sensogiovane.ch ha inviato in data odierna una richiesta di uno studio ufficiale per l'abolizione degli Uffici delle Tutorie a favore di un Tribunale della Famiglia per il Canton Ticino.

Tanti, anzi troppi, i casi di genitori che una volta divorziati (e non ci riferiamo solo ai padri) che subiscono un ingiusto Punishment" delle autorità preposte, in primis dal Giudice della Pretura competente per la pratica di divorzio e secondo dalle tutorie regionali per le questioni concernenti i figli. Ovviamente nella fattispecie non stiamo parlando di  "Punishment" corporali ma psicologici e finanziari.

Siamo convinti che la maggioranza delle coppie desiderose di lasciarsi (divorzio) lo vorrebbe fare senza l'umiliazione di ricorrere prima ad avvocati e poi di fronte ai giudici. Tutte queste coppie sarebbero felici di poter intraprendere una separazione che sì tuteli l'interesse primario dei figli, ma senza un apparato burocratico che di per sé è la causa della continuità di un atteggiamento conflittuale tra le parti. Sì, avete capito bene. Se da una parte una coppia già provata da una crisi coniugale cercherebbe di limitare i danni, il sistema post-divorzio adesso in vigore in Svizzera, rispettivamente in Ticino, non fa niente di meno che aumentare lo stato di conflitto della coppia.

Dulcis in fondo a divorzio ottenuto, le autorità delle tutorie regionali, null'altro fanno che avviare una potente macchina distruttiva del rapporto figli-genitore, anziché preservarlo e tutelarlo. I casi in Ticino di situazione come quelle descritte, sono davvero in costante aumento e forte della parziale incompetenza dell'istituzione e delle persone che hanno potere decisionale in merito, non andrà di certo scemando.

Se da una parte un genitore ha facoltà d'intraprendere delle azioni legali volte a migliorare l'interesse del figlio, dall'altra parte lascia correre per i seguenti motivi:

1) La volontà di valutazione della reale situazione dell'istante è pressoché nulla per una questione che l'atto sarà già ritenuto pregiudizievole di partenza.

2) Per un aspetto finanziario non indifferente. La persona già durante colpita dal divorzio dovrebbe confrontarsi con oneri non indifferenti (tasse di giudizio delle tutorie, avvocati,spese, ecc..).

3) Qualora intraprendesse un'azione sarebbe sottoposto a umiliazioni e vessazioni di ogni genere, correndo il rischio reale di peggiorare la situazione anziché migliorarla come vorrebbe.

Di seguito vi chiediamo di non basare le vostra future decisioni unicamente sullo spettro dell'ormai famoso "Rapporto K. Affolter" ma di svolgere un accurato studio presso i diretti interessati, inviando a tutte le persone divorziate in Ticino (con figli) un sondaggio anonimo che vi permetterà di radiografare la reale situazione dal punto di vista di chi la vive giornalmente e rendervi in questo modo conto che le nostre non sono solamente parole al vento. Difatti il rapporto K. Affolter non offre alcuna panoramica della situazione vista da parte delle persone direttamente coinvolte. In parole povere questo rapporto vi dice quello che voi vi volete sentir dire, al contrario non vi dice quello che non vorreste sentirvi dire. In tutto questo si toglie la voce a chi è vittima di questo sistema. Siamo convinti che la maggioranza di queste persone sarebbe favorevole all'istituzione di un Tribunale della Famiglia a discapito delle autorità regionali di tutoria e che gli stessi non sono soddisfatti dell'operato di questa autorità. Uno studio dunque che parte dalle vittime e non dalle autorità. Una richiesta lecita e poco onerosa.

Dovesse questo Lodevole Consiglio di Stato ritenere un simile sondaggio inutile, ci permetteremo noi dopo una raccolta fondi, ad elaborarne uno, inviandolo a tutti i fuochi per poi renderne pubblici i risultati. Vi ringraziamo sin ‘ora per la vostra attenzione alla presente e vi porgiamo i nostri migliori Saluti.

Con stima

Ivan Schmidt
(Presidente di Sensogiovane.ch)

Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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