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Riceviamo per e-mail da un nostro visitatore e simpatizzante importanti considerazioni, osservazioni e riflessioni interessanti riguardo lo "standard minimo" non raggiunto dalle nostre autorità ticinesi, che condividiamo in toto e pubblichiamo qui di seguito.‏
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I PERICOLI DI IMPROPRIE, SCADENTI ED INADEGUATE PRASSI LEGALI, SPECIALMENTE IN PRESENZA DI ALIENAZIONE PARENTALE (PAS)

Un importante passo avanti per prevenire ed arrestare la PAS  “Sindrome di Alienazione
Parentale” come pure le relative procedure giudiziarie, consiste nel far cessare e nel
far desistere gli avvocati, che si occupano del diritto di famiglia, da prassi legali che
causano o esasperano conflitti familiari non necessari.

Queste prassi legali inadeguate includono anche l’assenza di una sanzione certa e
consistente per i genitori alienanti, specialmente in presenza di comportamenti quali:

- false denunce di abuso sessuale sui figli o di violenza domestica, 

- spergiuro, o false affermazioni degli allegati di causa, 

- manipolazione di bambini al fine di far affermare loro il falso, 

- fornire false informazioni a periti, curatori, e autorità che si occupano dei figli,

- servirsi di terapeuti compiacenti al fine di conferire validità alle accuse di abuso, 

- praticare altri atti ostili ed alienanti.

Da: CdT, 9.9.09 pag 7

Noi fuori dai CdA? Inaccettabile
Il Governo non ci sta e scrive a Berna dopo le nomine alla Posta

La Svizzera italiana non è rappresentata in nessuno dei gremi decisionali delle ex regie federali: oltre alla Posta non figurano ticinesi nei CdA di Swisscom, FFS e RUAG

Il Consiglio di Stato non ci sta. L'esclusione di rappresentanti del nostro Cantone, o di italofoni, nei consigli di amministrazione delle ex regie federali viene definita una «situazione inaccettabile». Il Governo ha deciso di manifestare il suo dissenso con una lettera trasmessa al Consiglio federale dopo che l'esecutivo federare ha nuovamente disatteso l'auspicio del Cantone ancora di recente, in occasione del completamento del CdA della Posta.

Da: La regione, 27.8.09, pag 3

Ppd e Ps ringraziano Berna

Assegni familiari anche ai lavoratori indipendenti

“Visto? Avevamo ragione noi!”. Suonano più o meno così le prese di posizione di Ppd e Ps dopo che il Consiglio federale (lo ha deciso ieri), ha ritenuto di rivedere la legge sugli assegni familiari concedendo l’estensione anche ai lavoratori indipendenti. Decisione che dovrà ora passare al vaglio delle Camere, ma è pur sempre un’indicazione forte.

Il tema, come ricorda in una nota Gianni Guidicelli deputato popolare democratico, ha animato non poco in Ticino il dibattito parlamentare. Per votare ed accogliere l’applicazione cantonale della legge federale sono state necessarie, infatti, ben tre sedute. E alla fine la maggioranza, su indicazione del Consiglio di Stato, aveva optato per l’esclusione dei lavoratori indipendenti dal beneficio dell’assegno. Decisione contrastata, appunto, da Ppd e Ps. Guidicelli ricorda che si era battuto per la concessione del contributo almeno ai lavoratori in proprio con basso reddito. Grazie alla decisione del Consiglio federale – e fatta salva l’approvazione delle Camere – verrà praticamente applicato il principio “un figlio, un assegno” indiscriminatamente per tutti coloro che svolgono un’attività professionale. E soddisfazione, per la decisione presa ieri a Berna, viene espressa anche dal Partito socialista che in un comunicato sottolinea che «l’estensione a tutti i lavoratori indipendenti degli assegni familiari oggi riconosciuti ai soli dipendenti, risponde a principi evidenti di giustizia sociale».

Non tutti coloro che lavorano in proprio, aggiunge il Ps, possono essere annoverati fra le categorie professionalmente privilegiate. Detta altrimenti oggi operano «numerosi dipendenti di se stessi, costretti a lavorare in “outsourcing” (su commissione, ndr) per le imprese che sempre decidono di appaltare all’esterno una serie di servizi e prestazioni necessari all’azienda». Attività indipendente spesso svolta più per forza (perché magari licenziati e quindi costretti a reinventarsi) che per amore.

 

 

Da: La regione, 27.8.09 pag 3

Osservatorio politica familiare. Mariolini chiede più risorse

L'idea è stata vincente, ma oggi si tratta di potenziarla con un finanziamento appropriato. Magari il medesimo (364.000 franchi) previsto per un istituto analogo, ma con scopi diversi. La legge per le famiglie (Lfam) si avvicina al primo traguardo: quattro anni di applicazione. E grazie al testo legislativo citato, si è costituito l'Osservatorio cantonale della politica familiare: uno strumento propositivo e consultivo che affianca il Consiglio di Stato nelle scelte adatte al settore.

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