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Da: La regione 14.11.08 pag 40

Berlino - I divorziati vivono ampiamente di meno, secondo uno studio tedesco sulle attese di vita che mette i reduci da ma­trimoni falliti nella categoria più a rischio dei fumatori, disoc­cupati e persone poco istruite. Lo ha scritto il quotidiano di Berlino Der Tagesspiegel, citan­do uno studio sugli "over 50" del Centro per la ricerca sui cam­biamenti demografici di Ro­stock (nord della Germania) Gli uomini vivono in Germa­nia attualmente una media di 77 anni, rispetto a 82,3 anni delle donne. I divorziati maschi vivo­no tuttavia in media 9,3 anni in meno; le divorziate 9,8 anni, rile­va lo studio.
Nella sezione sui fattori di ri­schio per la categoria ultra cin­quantenni lo studio ha accertato che le maggiori probabilità di campare a lungo spettano a chi non fuma, beve moderatamente alcol, è sposato, ha fatto la matu­rità e lavora da impiegato.

 

 

Da; La regione, 14.11.08 pag 40

Nizza - Aumentano le infezio­ni sessuali tra le donne quaran­tenni: un effetto diretto della "coppia che scoppia", ovvero del­l'aumento di divorzi e separazio­ni che segnano questa fascia di età con la conseguente ricerca di nuovi partner ed un aumento della promiscuità sessuale.
A segnalare il fenomeno, inter­venendo al Congresso dell'Orga­nizzazione europea per la ricerca sulle infezioni e neoplasie genita­li apertosi a Nizza, è la ginecolo­ga Alessandra Graziottin. Ma a crescere, sottolinea l'esperta, sono anche i comportamenti a ri­schio da parte dei giovanissimi, a partire "da un aumento sostenu­to dei rapporti sessuali di tipo orale e senza protezione, che espongono alla possibilità di con­trarre virus pericolosi".
Dunque, due le fasce di età più a rischio per comportamenti ses­suali, sia pure per ragioni diver­se. "Il picco delle infezioni geni­tali, come i condilomi causati dal virus Hpv - spiega Graziottin - si registra nella fascia 15-24 anni, quando maggiore è la promi­scuità sessuale, ma la curva del­l'incidenza delle infezioni conti­nua fino ad oltre i 65 anni ed un aumento consistente si registra proprio tra le 40-50enni".
Un fenomeno, rileva, "che ri­flette una tendenza di costume: in questa fascia di età, infatti, ne­gli ultimi anni si è avuto un trend di aumento di separazioni e di­vorzi". La crisi di coppia, è l'ana­lisi dell'esperta, "porta alla ricer­ca di nuovi partner, e vari indica­tori ci dicono come sempre tra le quarantenni sia anche in cresci­ta il costume del tradimento". Una "promiscuità sessuale" non accompagnata, però, da un atteg­giamento di prevenzione: "Le donne più mature non si proteg­gono - sottolinea - ed usano poco il preservativo. Questo perché ri­tengono che il rischio di contrar­re infezioni sia in qualche modo confinato ai giovani".

 

Da: La regione 14.11.08 pag 14

Nido d'infanzia, arriva il quarto castello
Sarà gestita dall'Associazione famiglie diurne del Sopraceneri la struttura destinata in città ai figli dei funzionari e docenti del Cantone


Bellinzona ha il suo quarto maniero. Si chiamerà infatti ‘Il castello dei bimbi' il nido d'infan­zia dell'Amministrazione canto­nale che tra pochi mesi vedrà la luce in città. A gestire la struttu­ra, messa a disposizione dal Can­tone in via Dragonato, sarà l'As­sociazione famiglie diurne del Sopraceneri. L'ente presieduto da Christine Lüscher si è aggiu­dicato il concorso d'appalto lan­ciato ad agosto vincendo la con­correnza dei progetti presentati da altre due associazioni, una delle quali ha poi invano tentato di rimettere in discussione la de­cisione del Consiglio di Stato. ‘Il castello dei bimbi' aprirà nei primissimi mesi del 2009 una volta sbrigate le procedure organizzative e burocratiche. La sede, messa a disposizione dal Cantone, è un appartamen­to già esistente al pianterreno della Residenza Nocca. Potrà accogliere quindici bambini da zero a tre anni, innanzitutto i fi­gli delle collaboratrici e dei col­laboratori dell'Amministrazio­ne cantonale (funzionari e do­centi) oltre che quelli di deputa­te e deputati al Gran Consiglio. Come detto lo Stato mette a di­sposizione gli spazi e fungerà da supervisore dell'attività e dell'evoluzione dell'asilo nido. All'Associazione spetta inve­ce, per un mandato di quattro anni, il finanziamento e la gestio­ne. Quest'ultima è affidata alle educatrici che hanno curato l'a­spetto pedagogico del progetto vincitore. È ovviamente molto soddisfatta la presidente dell'As­sociazione famiglie diurne del Sopraceneri, Christine Lüscher, da noi raggiunta telefonicamen­te: « Sono contentissima perché, parlando a nome del comitato, con questa nuova offerta ampliamo il servizio dell'Associazione. Si trat­tava di un primo passo in questa direzione e possiamo dire che è perfettamente riuscito ».
Il nuovo servizio, così come era stato presentato dal Consi­glio di Stato al momento del lan­cio del capitolato d'appalto, na­sce dalla volontà del governo di promuovere una politica del per­sonale attenta alle esigenze dei propri collaboratori. Risponde pure alle richieste formulate in due atti parlamentari, uno fir­mato dai granconsiglieri leghisti Lorenzo Quadri, Boris Bignasca e Norman Gobbi, e l'altro dal so­cialista Bill Arigoni. A mente del Cantone consentirà ai genitori di conciliare meglio le esigenze la­vorative con la cura dei figli.
Questo il sito internet dell'as­sociazione per chi fosse interes­sato alle sue attività: www.fami­gliediurne.ch. SIBER




TI- PRESS
Aprirà in via Dragonato

 

Da: La regione 14.11.08 pag 3


Il presidente della Conferenza cantonale dei genitori: bene ha fatto il governo a respingere quella proposta L'associazione festeggia i dieci anni. Patrizia Pesenti: non demonizziamo i giovani, puntiamo sul dialogo


« Non mi stupisce affatto che il governo si sia espresso negativa­mente sulla proposta di introdur­re in Ticino il coprifuoco per i mi­norenni ». Il presidente della Conferenza cantonale dei geni­tori (ieri in assemblea) Matteo Ferrari non è sorpreso dalla re­cente decisione del Consiglio di Stato di silurare una delle misu­re, tra quelle più radicali, sugge­rite dal ‘Gruppo operativo giova­ni, violenza e educazione' coor­dinato dal procuratore pubblico Antonio Perugini. « Una propo­sta provocatoria, una misura re­strittiva - riprende Ferrari - che appartiene al nostro passato e ol­tretutto di difficile attuazione per gli organi di polizia. Se applica­ta, una norma di questo tipo avrebbe creato soltanto tensioni fra le famiglie e le istituzioni. Il no del governo è dunque più che giustificato ».
E proprio in questo contesto si inserisce il ruolo dei genitori. « Il loro compito è quello di prepa­rare il figlio a vivere fuori dalla casa e quindi confrontarsi con le cosiddette ‘zone di conflitto': per acquisire capacità di parlarne e naturalmente esperienza », os­serva il presidente della Confe­renza. Aggiunge Ferrari: « Si tratta di una misura, il coprifuo­co, che toglie agli adulti la re­sponsabilità di comportamento di fronte agli atteggiamenti dei minorenni ».
Quanto al giro di vite caldeg­giato dal gruppo Perugini nella lotta all'abuso di alcool, Ferrari non ha dubbi: « Oggi la situazio­ne è abbastanza critica, anche se mi sembra ci sia maggior sensi­bilizzazione rispetto al passato, quando il fenomeno era stato mi­nimizzato. È fondamentale che i ragazzi imparino a confrontarsi con gli altri e con i prodotti di consumo ».
Essere genitori: il mestiere più difficile del mondo, si dice e si ripete. Lo è sempre stato e for­se oggi lo è di più, visto il cre­scente e preoccupante disagio che affligge la gioventù.
Le notizie di risse, di ragazzi e/o ragazze in preda ai fumi del­l'alcool o dipendenti dalla droga non si contano e anche nella Svizzera italiana il fenomeno ha già lasciato sul campo alcune vittime. E allora diventa fonda­mentale il ruolo degli adulti - un concetto peraltro vecchio ma sempre d'attualità - ai quali vanno forniti gli strumenti mi­gliori per far fronte all'emer­genza. In questo senso la Confe­renza cantonale dei genitori (Ccg) - che con l'assemblea di ieri ha pure celebrato i suoi die­ci anni di vita - vuol tenere alta la guardia perché la formazione di adulti-genitori, ha osservato Ferrari, « garantisce a chi la se­gue di essere accompagnato e so­stenuto da un docente con compe­tenze specifiche ».
Pesenti: ‘Nessuno abdichi'

Intervenendo all'assemblea della Ccg, la consigliera di Stato
Patrizia Pesenti
ha posto l'ac­cento sui ruoli: « La famiglia e la scuola non possono abdicare al proprio status educativo, cosa che la società moderna spinge forse a fare. Un esempio: i telefo­nini ai ragazzi li comperiamo noi. Quando poi ne fanno usi im­propri, la responsabilità cade an­che su di noi che non siamo stati capaci di trasmettere un concetto, un comportamento, un valore».
Genitori, insomma, nel miri­no.
«Con i giovani va affrontato un lavoro di dialogo, di comuni­cazione e di promozione della re­ciproca fiducia ». La direttrice del Dipartimento sanità e socia­lità chiede di non demonizzarli: «Mi dà fastidio che guardi a loro con sospetto se non con paura. Giovane uguale violento. Non è così e ci sono studi che lo dimo­strano ». M.A.







Non lasciamoli soli
TI- PRESS
Matteo Ferrari

 Progetti e idee della Ccg
Educazione rende forti
- Questa è l'azione lanciata dalla Con­ferenza Cantonale dei genitori, riunitasi ieri in assemblea nel­l'Aula Magna della scuola di Commercio di Bellinzona. Com­prende una serie di serate informative e formative. Nel prossi­mo anno ne sono previste 14.
Modulo Fsfg- Ffa1 - Si tratta di un Modulo di formazione al quale partecipano formatori che operano in contesti genito­riali. Lo scopo è quello di formare persone interessate a colla­borare, nella Svizzera italiana, con associazioni, assemblee genitori e gruppi di interesse educativo e sociale, per intensi­ficare il panorama della formazione. È a cura di Labor Tran­sfer e diretto da Giorgio Comi. Che spiega: « Parlare e scrivere oggi di famiglia significa confrontarci in primis con il signifi­cato culturale e sociale di questo termine » . Il modulo Fsfg- Ffa 1 prende avvio in dicembre e si sviluppa su tutto l'arco del pros­simo anno.
L'appoggio ‘centrale'- Nel suo intervento il presidente della Federazione svizzera per la formazione dei genitori, alla quale è affiliata la Ccg, Andy Tschümperlin, ha affermato che «la for­mazione dei genitori si confronta pure con le condizioni quadro politiche e sociali che condizionano l'essere genitori. Il nostro pae­se ha bisogno della Fsfg affinché questo ruolo, quello dei genitori, continui ad essere svolto da persone preparate».
Nuovo filone - La formazione dei genitori, ha detto dal canto suo Margherita Fraschini Pecorari (responsabile per la forma­zione continua ‘Fsea'), ‘ è un nuovo filone perché gli adulti hanno da una parte percorsi personali e professionali diversi ma hanno bisogni e interessi simili legati appunto al ruolo di genitore».

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