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Da: www.ticinonews.ch 15.7.2010 (link all'articolo)

 

   
 
 

 

Più divorzi e meno matrimoni in Ticino. Lo rivela uno studio dell'USTAT sul movimento naturale della popolazione nel 2009.

Meno matrimoni e più divorzi. Questi i dati significati contenuti nel notiziario statistico dell’USTAT sul “Movimento naturale della popolazione: 2009”. Tra i dati contenuti emerge anche la formazione di unioni domestiche registrate ed il loro scioglimento. “Nel 2009 – si legge - le nuove coppie sono state 17, di cui 11 di sesso maschile e 6 di sesso femminile, mentre vi è un solo caso di scioglimento di queste unioni”. 

Da: Mattino della domenica, 11.7.10 pag 7 (articolo sul Mattino della domenica in pdf) (link all'articolo su miopapageno.ch)

Paga le tasse su un reddito che non ha - ma la nullafacente Marilena Fontaine, responsabile dell'ufficio delle pari opportunità del Cantone, non fa neppure la fatica di rispondere alle lettere!

Spesso, troppo spesso, il divorzio diventa motivo di povertà, ma le autorità se ne infischiano. E la responsabile dell'Ufficio delle pari opportunità del Cantone, la nullafacente Marilena Fontaine (perfino il cancelliere Gianella, che già non è a rischio di burn out di suo, si accorge che la Fontaine non fa un tubo, il che è tutto dire...), nemmeno si degna di rispondere alle lettere! E sì che almeno rispondere alle lettere l'aiuterebbe a far trascorrere più rapidamente le lunghe ore d'ozio in quel della Residenza governativa!

Ma non è della nullafacente Fontaine che vogliamo parlare, bensì - ancora una volta, ma purtroppo continuiamo a ricevere segnalazioni di questo tipo: ciò significa che il problema non solo esiste, ma è sottovalutato - di un padre separato che tira la cinghia.

L'uomo, la cui vicenda può essere seguita per esteso su www.miopapageno.ch, si trova nella situazione seguente: il suo secondo figlio, che come gli altri vive con la madre, è diventato maggiorenne. Di modo che gli alimenti versati dal padre, circa 13mila Fr annui, non sono più deducibili dal suo reddito imponibile cantonale. L'uomo si vede così appioppato un imponibile virtuale di 30mila Fr, anziché i 17mila Fr effettivi. Di conseguenza, deve pagare le imposte su entrate che di fatto non ha.

Inoltre, superando detto reddito ipotetico (ma in realtà inesistente) i 20mila Fr, al padre "saltano" anche i sussidi per il pagamento dei premi di cassa malati!

Da: www.tio.ch del 8.7.10 (link all'articolo)

Quanto costa un figlio?
La ricerca è stata pubblicata lo scorso anno dall’Ufficio federale di statistica. Le stime dicono che per una coppia il costo diretto medio di un solo figlio (media calcolata dagli zero ai 21 anni) è di 819 franchi al mese. Solitamente si tratta di un costo coperto prevalentemente grazie alla diminuzione dei consumi da parte dei genitori. Avere due figli costa 1’310 franchi al mese (655 a testa). Averne tre 1584 franchi al mese (528 a testa). Diverso il discorso per le famiglie monoparentali. In questi casi il costo diretto medio di un figlio è di 1092 franchi al mese. L’aumento dei costi rispetto alla coppia classica è dovuto essenzialmente a due fattori. Innanzitutto il costo della vita in un’economia domestica in cui c’è un solo adulto è più elevato. Secondariamente non va dimenticato che nelle famiglie monoparentali spesso i figli non sono neonati, ma hanno già un’età avanzata, che è appunto sinonimo di costi più elevati.

Estratto della lettera inviata al sig. Sandrinelli Roberto, Presidente dell'Osservatorio Cantonale della politica familiare, dopo la giornata di studio del 3.6.2009 organizzata dall'AGNA, a cui il nostro Movimento Papageno è stato invitato. (Per leggere l'intera lettera clicca QUI)

"Ci pare di poter affermare che durante la giornata di studio è emersa la brutale inadeguatezza del nostro diritto di famiglia (e la sua applicazione). Come ha sottolineato la Dott. Della Corte, le situazioni di divorzio sono la norma, mentre la mentalità punitiva della nostra legge e le sue applicazioni trattano i coniugi ancora come criminali, con un coniuge che ha torto, l’altro ragione! I figli come merce di scambio.

Da: La Regione, 16.6.10 pag 4

Dopo il divorzio, braghe di tela. ‘In salute e in malattia, in ricchezza e in povertà’, ma se il matrimonio si frantuma resta solo quest’ultima.
di Paolo Bobbià

Se è vero che ‘il matrimonio è la causa principale del divorzio’ (come diceva Marx, Groucho non Karl, ndr), è altresì vero che oggigiorno il divorzio è una delle cause principali di povertà. «È unanimamente riconosciuto, per il semplice fatto che divorziare, o separarsi, vuol dire raddoppiare l’economia domestica e quindi generare costi supplementari, e se il budget rimane lo stesso è ovvio che la torta è più stretta da dividere», conferma Roberto Sandrinelli, capostaff della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie del Dipartimento della sanità e della socialità, alla ‘Regione Ticino’. Tanto stretta da spingere padri di famiglia a far capo temporaneamente al dormitorio gestito a Lugano dalla Croce Rossa.

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Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

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