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Da: La regione 30.09.08 pag 17

Per ‘educare' genitori e docenti
Incontri di discussione alle scuole medie di Besso per avvicinare famiglie e scuole nell'interesse degli allievi

Lo definisce, a giusta ragione, il "tema dei temi" che anima il mondo della scuola. Quello su cui - rileva Roberto Cattaneo, direttore della scuola media Lu­gano 2, con sede a Besso - « si di­batte da anni senza grandissimi successi: l'assunzione forte, da parte di ognuno, delle proprie re­sponsabilità educative ». Già, l'assunzione delle proprie re­sponsabilità per « sconfiggere il deleterio gioco alla delega nella dinamica scuola-famiglia ». Dei nostri ragazzi siamo tutti re­sponsabili - genitori e docenti - perché a entrambi compete, in un modo diverso, un mandato educativo.
Per questo motivo - perché gli uni non possono fare a meno de­gli altri - la scuola media di Bes­so intende avviare un "dialogo" concreto con le famiglie attra­verso una serie di incontri che, pianificati su più mesi, vadano al di là delle tradizionali serate tenute da specialisti dell'educa­zione. Gli addetti ai lavori non mancheranno, ma si tradurran­no in un supporto per confron­tarsi sull'impegno, e anche l'an­sia e lo stress conseguenti, che produce il mandato educativo. Il primo "assaggio" di che cosa intenda la direzione dell'i­stituto scolastico lo si è avuto ieri. Dopo il tradizionale incon­tro con i genitori di prima me­dia - per presentargli la nuova realtà in cui i loro figli cammi­neranno per quattro anni - è se­guita una discussione comune, estesa anche alle famiglie degli allievi delle altre classi, con la partecipazione dello psichiatra Luca Genoni. Un incontro che non si è sviluppato secondo la formula della lezione calata dal­l'alto, ma come spunto (anche se guidato da uno specialista) dove madri e padri potessero avere la possibilità di confrontarsi sulle sfide della genitorialità. Nel cor­so dell'anno scolastico altri sa­ranno i momenti di condivisio­ne di questo tipo. Una riflessio­ne comune per « una presa di co­scienza, una ripresa di responsa­bilità » nell'ottica di una collabo­razione costruttiva e di un avvi­cinamento fra scuola e famiglia. L'iniziativa nasce per dare se­guito alla campagna nazionale "L'educazione rende forti". Nel materiale informativo distribui­to dai promotori della campa­gna - spiega il direttore della scuola media Lugano 2 - sono presentati gli otto punti più im­portanti per realizzare questo obiettivo e che dovrebbero fun­gere, come recita l'opuscolo, « da punto di riferimento e d'aiuto nel quotidiano, a genitori e famiglie ma anche a tutti gli altri che pro­fessionalmente hanno a che fare con bambini e ragazzi ». Ecco, aggiunge Roberto Cattaneo,
«noi docenti ci consideriamo que­sti "altri", chiamati ad agire educativamente non parallela­mente alle famiglie, ma congiun­tamente, in una reale coesione d'intenti e strategie
». Per unire due mondi - quello scolastico e familiare - e per far « percepire ai ragazzi una coerenza educati­va ». Del resto il bisogno recipro­co di una maggiore sintonia fra genitori e docenti era emerso in un sondaggio promosso l'anno scorso dall'istituto di Besso. «La nostra è solo una delle tante ini­ziative che la scuola promuove "fuori aula". Come noi, altri isti­tuti fanno del loro meglio in un'o­pera di sensibilizzazione sulla spinta della campagna "L'educa­zione rende forti" e grazie anche all'impulso propositivo dei comi­tati genitori ». R.B.



 

Da: La regione 29.09.08 pag 3

Bill Arigoni: ragazzi espulsi perché ‘difficili'
Minorenni in età scolare, dal carattere «difficile», espulsi dal­la scuola pubblica perché inge­stibili. È la denuncia - contenuta in un'interrogazione al governo
-
di Giuseppe (Bill) Arigoni,
granconsigliere socialista. An­che quando questi ragazzi, ag­giunge il deputato cantonale, re­stano fra i banchi manca il soste­gno dei servizi extrascolastici e tutto ricade sulle spalle del do­cente di turno. Una situazione che presto o tardi si ripercuote sulla società. Ebbene, « quanti sono stati i ragazzi nel periodo della scuola dell'obbligo negli ul­timi 10 anni che hanno avuto pro­blemi di inserimento nella scuo­la? È aumentato - chiede Arigo­ni - il numero dei minorenni che hanno problemi di inserimento e di partecipazione al programma scolastico? ». Che aiuto viene dato ai docenti, domanda ancora il deputato del Ps, e quanti i giova­ni allievi che sono stati espulsi? I risparmi già praticati « non han­no reso più difficile la gestione di questi problemi? ». 

Da: La regione 29.09.08 pag 3

Donne in preda a una crisi di nervi
Come conciliare vita privata e lavoro? Un difficile, e stressante, equilibrio che può minare la salute

Alle nove di mattina una donna può già ben dire di essere stanca. La sve­glia all'alba, colazione in corsa e due bambini ( per fare una media) da ac­compagnare a scuola prima della campanella. Senza dimenticare, ma­gari, di caricare la lavastoviglie, pas­sare lo straccio in cucina e fare letti e bucato. L'ufficio, infatti, non può at­tendere e la famiglia... altrettanto, marito compreso.
Stress e benessere psichico signifi­ca dunque entrare nel vivo di un tema che, direttamente o indirettamente, tocca tutta l'altra metà del cielo. Un tema, quello della conciliazione fra sfera privata e lavoro, sviscerato sa­bato mattina nell'ambito del primo appuntamento di « Donne e salute » , una serie di giornate di studio pro­mosse da qui a dicembre dall'Asso­ciazione «Dialogare-Incontri», cui se­guirà a primavera una seconda parte dedicata a « Maternità, paternità, fa­miglie ».
Sulla filosofia di questa interessan­te iniziativa si è espressa Lorenza Hofmann: « Il ciclo - ha spiegato la giornalista e consulente - è nato at­torno a informazioni e interrogativi sulle differenze nella salute e nella ma­lattia fra donne e uomini, differenze di genere, che vanno ben al di là delle dif­ferenze di sesso ( biologiche) » . Avete mai provato, per esempio, a fare una doccia con tre marmocchi urlanti alla porta del bagno? Bene, un uomo no! « Particolarità di questo ciclo - ha an­notato la relatrice - è l'ottica gender. Per lungo tempo ci si è preoccupati del­la sfera riproduttiva della donna come unica differenza fra i corpi maschili e femminili. L'ottica gender guarda in­vece la complessità di essere donna e uomo, non solo biologicamente ma so­cialmente, e si preoccupa dell'impatto sulla salute e sulla malattia di tutte quelle differenze che rilevano dal vis­suto: psicologiche, culturali, sociali, economiche » . Differenze che sono le­gate ai ruoli, alla condizione sociale, che ci portano ad essere più o meno esposti a questo o a quel possibile danno alla salute fisica o mentale. Momenti di riflessione che concepi­scono la salute non solo come assenza di malattia, ma come una risorsa in­dividuale e sociale da preservare nel migliore dei modi.
Come ha affermato Anita Testa Mader, psicologa e ricercatrice, se­condo l'Agenzia europea per la sicu­rezza e la salute al lavoro, lo stress la­vorativo (secondo problema di salute nel vecchio continente, dopo il mal di schiena, con importanti costi umani ed economici) è fonte di depressione, ansia, nervosismo, affaticamento e malattie cardiache. Oggi, inoltre, si presta più attenzione anche allo stress che deriva dal lavoro familiare. Lavoro e famiglia, stress e salute, sono quindi due binomi strettamente legati. Due piatti per una stessa bilan­cia, il cui equilibrio risulta essere estremamente delicato, non tanto per gli uomini quanto soprattutto per le donne: « Nella nostra realtà - ha spie­gato la psicologa - è un modo centrale quasi unicamente nella vita delle don­ne, molto spesso costrette a un certo punto della vita a scegliere fra mater­nità e lavoro o tra maternità e carriera professionale, per non parlare di for­mazione, di tempo libero, di attività sociali e politiche, di tempo per sé, in altre parole di qualità di vita ». In que­sto contesto che pone una serie di pro­blemi politici e sociali, ha aggiunto la ricercatrice, pensare alla salute signi­fica chiedersi cosa voglia dire sul pia­no personale e psicologico confron­tarsi con responsabilità sia familiari che professionali, essere alle prese con problemi organizzativi e di ten­sioni tra ruoli diversi: una « doppia presenza» se non tripla, se pensiamo alle numerose altre attività a cui sono confrontate le donne, ad esem­pio la cura di familiari anziani o il vo­lontariato.
Da qui possono nascere sensi di inadeguatezza e di colpa verso il part­ner e i figli. Tanto per le donne che la­vorano per necessità economica sia per quelle che hanno acquisito una formazione e desiderano metterla in pratica, guadagnando nel contempo una certa indipendenza finanziaria dal compagno. Perché pur fra mo­menti di stanchezza, fatica e di crisi, anche depressive, la donna sembra te­ner duro, ma riportando, quale altra faccia della medaglia, un rapporto « ambiguo » con il lavoro. Difficile è, infatti, il bilanciamento fra professio­ne e vita privata. « Secondo studi re­centi, più di un quarto delle persone oc­cupate residenti in Svizzera - non ha mancato di evidenziare Anita Testa
Mader - faticano a conciliare la sfera professionale e quella privata, cioè hanno una "work-life balance" molto o totalmente disequilibrata. E se guar­diamo più da vicino le differenze di ge­nere i dati mostrano che il disequili­brio influisce di più sulla salute psichi­ca delle donne".
I maschi coniugati hanno pur sem­pre il divano... C.F.




TI- PRESS ARCHIVIO
Una giornata sempre di corsa
 

 

Da: La regione 27.09.08 pag 14

Scorribande di giovani scatenati
Fermati 55 ragazzi della nostra regione di cui 44 minorenni. Quattro arresti. Furti e danni per oltre 70 mila franchi

Gioventù scatenata nel Bel­linzonese. Negli ultimi cin­que mesi la Gendarmeria Territoriale ha fermato 55 giovani - di cui ben 44 mino­renni - residenti perlopiù nel­la nostra regione (tranne un paio del Locarnese) perché autori di vari reati. Ieri la Po­lizia cantonale ha diffuso il bilancio di diverse inchieste svolte da maggio a settembre. La lista dei reati per i quali i ragazzi sono finiti nei guai si commenta da sola: lesioni semplici, vie di fatto, furto, danneggiamento, abuso di un impianto per l'elaborazione di dati, ricettazione, violazio­ne di domicilio, incendio in­tenzionale nonché violazioni alla Legge sugli stupefacenti e a quella sulla circolazione. Per quattro di loro sono pure scattate le manette. Ingenti sia i danni provocati che il va­lore della refurtiva sottratta, rispettivamente 33 mila e ol­tre 38 mila franchi. Quanto alla droga, invece, è stato di­chiarato il consumo di oltre un chilo di marijuana e lo spaccio di oltre 170 grammi. Le indagini hanno permesso di dare un nome agli autori di numerosi episodi di cronaca: dai raid al bagno pubblico a diversi furti nei chioschi, pas­sando per i vandalismi alle Medie 1 cittadine.
Questi gravi fatti non hanno lasciato indifferente l'autorità politica della Turrita. Da noi in­terpellata la capodicastero Gio­vani Flavia Marone ha espres­so il pieno convincimento che « un rafforzamento della politica giovanile è fondamentale per pre­venire altri episodi spiacevoli. I giovani hanno bisogno di rispo­ste che purtroppo delinquendo cercano in un altro modo. Per questo li invito caldamente a prendere contatto con la Commis­sione Attività giovanili per espri­mere le loro volontà ». La realiz­zazione, finalmente, del tanto auspicato Centro giovanile (la Casetta ex Zoni è sempre disa­bitata) potrebbe risolvere la si­tuazione, o quantomeno offrire ai ragazzi una struttura in cui trovarsi invece che perpetrare reati... « Certamente. Bellinzona è l'unica città in Ticino a non avere una struttura simile che ri­tengo fondamentale e che voglio fortemente diventi presto realtà -
risponde la nostra interlocutri­ce -. Ora sembra che vi sia unani­mità sia all'interno dell'Esecuti­vo che tra le varie forze politiche. La bozza del relativo messaggio è pronta e nei prossimi mesi do­vrebbe venir licenziato. Il proget­to, comunque, va di pari passo con un'altra iniziativa, ovvero con lo stabile che la fondazione Ingrado vorrebbe costruire in zona Espocentro e che potrebbe ospitare lo stesso Centro giovani­le » . Tra gli obiettivi dell'Esecuti­vo per la corrente legislatura fi­gura anche la costruzione di uno skate- park, un'ulteriore of­ferta di aggregazione per i gio­vani... « Con il Dicastero e la Commissione ci stiamo attivan­do, con l'aiuto di un gruppo di giovani, per trovare la migliore ubicazione in città », conclude Flavia Marone.
Tornando alle inchieste, due in particolare meritano qualche nota a parte. Quelle denominate ‘Ripresa' e ‘Nebbia'. Nella prima sono stati coinvolti 19 minoren­ni (di cui i quattro arrestati) e tre maggiorenni. Gli autori han­no causato danni per oltre 6'600 franchi, asportato refurtiva per poco meno di 27 mila che in gran parte sono finiti in marijuana (oltre otto etti quelli individuati: 650 grammi consumati e 170 spacciati). I fatti si sono svolti a Bellinzona e nei Comuni limi­trofi ai danni di vari esercizi pubblici e privati. Per quanto at­tiene la seconda indagine, i pro­tagonisti sono stati 12 minoren­ni colpevoli di vari danneggia­menti (fra gli altri come detto al­l'ex Ginnasio della Capitale). Anche loro, come i ragazzi finiti nelle maglie di ‘Ripresa', erano dediti a fumare spinelli. Sono in­fine stati identificati pure i due autori - un minorenne e un maggiorenne - dell'incendio in­tenzionale di un ombrellone e di alcuni mobili del Tea-room Pe­verelli di Piazza Collegiata ap­piccato lo scorso 21 giugno. Il rogo causò danni per più di 21 mila franchi. DELDA




Tra i reati contestati anche vie di fatto, lesioni, spaccio e consumo di erba
FOTO KEYSTONE

 

Da: CdT 15.09.08 pag 11

Figli agli studi, deduzioni estese fino ai 28 anni

  La Commissione tributaria dice sì ad uno sgravio pro­posto dal Partito socialista
  Luce verde della Tributaria al­l'iniziativa di Werner Carobbio (PS)che voleva abolire ogni limi­te d'età nelle deduzioni per figlia a carico quando sono ancora agli studi. Oggi la legge fissa il limite a 25 anni. Il Consiglio di Stato, ave­va già messo un freno alla propo­sta di sgravio lanciata dal banchi della sinistra, portando il limite da 25 a 28 anni. Una decisione fat­ta propria dalla commissione che conferma così il controprogetto del Consiglio di Stato. L'effetto fi­nanziario dello sgravio viene sti­mato in 676 mila franchi per il Cantone (555 mila per i Comuni). Per compensare la perdita il CdS propone di di non adeguare al rin­caro per il 2009 la deduzione per figli e persone bisognose a carico e per figli agli studi. Verrebbero recuperati 550 mila franchi.
 

 

 

Da: CdT 23.09.08 pag 9

Figli agli studi, sgravio esteso fino ai 28 anni


  Il Gran Consiglio ha accolto l'iniziativa di Werner Carobbio (PS)per modificare il limite d'età nelle deduzioni per figli agli stu­di. Carobbio voleva abolire ogni limite, il Parlamento ha invece fatto proprio il controprogetto del Consiglio di Stato che porta l'asti­cella da 25 a 28 anni. La proposta di sgravio giunta dai banchi del­la sinistra è quindi uscita frenata con 58 sì e 4 astenuti.
  Il cambiamento della legge en­trerà in vigore dal 1. gennaio del 2009. L'effetto finanziario dello sgravio è stato stimato in oltre 600 mila franchi per il Cantone e 555 mila per i Comuni.
  Per compensare questo minore introito il Governo ha ottenuto dal Gran Consiglio la possibilità di non adeguare al rincaro per l'anno prossimo la deduzione per figli e persone bisognose a cari­co e per figli agli studi. Grazie a questa misura verranno recupe­rati 550 mila franchi.
 

 

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