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Da: La regione, 4.7.08, pag 17

Bellinzona, l'iniziativa promossa dal Municipio sarà prossimamente ripetuta
Sono terminati gli incontri di "Formazione per genitori", iniziativa promossa dal Muni­cipio di Bellinzona, in collabo­razione con numerosi enti atti­vi sul territorio cittadino qua­li: Pro juventute, Spazio Aper­to, Assemblee dei genitori, parrocchie.
Questi due cicli di tre incon­tri (durante i quali si sono af­frontati soprattutto i temi "porre limiti" e "donare amo­re") hanno permesso ad una trentina di genitori di avere uno scambio sulle varie tema­tiche inerenti gli aspetti edu­cativi e la relazione con i figli. Essere genitori oggi è un com­pito importante e bellissimo, ma anche complesso e a volte difficile. L'animazione degli incontri è stata assunta da for­matori nell'ambito della cam­pagna nazionale " L'educazio­ne rende forti", sostenuta in Ticino dalla Conferenza canto­nale dei genitori. Le richieste di iscrizione sono state nume­rose e non tutte hanno potuto essere prese in considerazio­ne. Inoltre, molti partecipanti hanno espresso il desiderio di poter proseguire l'esperienza con ulteriori incontri. Per que­ste ragioni, in settembre sa­ranno riaperte le iscrizioni e organizzati altri corsi in modo da soddisfare le richieste e consentire un'occasione for­mativa di scambio, volta ad ar­ricchire le competenze educa­tive dei genitori ( dalla scuola dell'infanzia alle Medie).

Da: CdT, 2.7.08, pag 4

Secondo uno studio dell' Istituto svizzero di prevenzione, le ragioni sono da ricercare nelle campagne di sensibi­lizzazione, nell'aumento dei prezzi e nei divieti di vendi­ta. In aumento però il consumo di droghe pesanti
 BERNA Meno alcol, tabacco e canapa: i giovani svizzeri rispet­to al 2003 hanno ridotto il consu­mo di sostanze che creano dipen­denza. Lo afferma uno studio del­­l' Istituto svizzero di prevenzione dell'alcolismo e tossicomanie (ISPA)presentato ieri a Berna , se­condo cui l'inversione di tenden­za è da ricondurre alla prevenzio­ne, ai divieti di vendita e all'au­mento dei prezzi. Tuttavia desta preoccupazione il consumo di droghe pesanti. Oltre a queste, il problema numero uno resta l'al­col, sostiene l' ISPA. Regolarmen­te quasi il 14% dei ragazzi e l'8% delle ragazze di quindici anni be­ve cinque o più bicchieri di be­vande alcoliche, stando al son­daggio effettuato a livello euro­peo e che in Svizzera ha coinvol­to oltre 7.500 scolari tra i 13 e i 16 anni. Nell'indagine del 2003 era emerso che, a quindici anni, si ubriacavano il 20% dei ragazzi e l'11% delle ragazze.
«Le conseguenze possono esse­re risse, incidenti, problemi con la polizia, ricoveri al pronto soc­corso o rapporti sessuali non pro­tetti », afferma Gerhard Gmel, re­sponsabile elvetico dello studio. Emerge peraltro che, nonostan­te il divieto di vendita, per i mi­norenni è piuttosto facile procu­rarsi le bevande alcoliche al ri­storante, al bar e nei negozi. La birra, consumata soprattutto dai maschi, costa troppo poco, ritie­ne Michel Graf, direttore del­­l' ISPA. Per quanto riguarda la ca­napa, un quindicenne su cinque ha ammesso di aver fumato uno spinello il mese precedente l'in­tervista, 3 punti percentuali in meno rispetto al 2003. Nelle ra­gazze la percentuale è diminui­ta dal 17 al 12%.
L' ISPA riconduce il calo in parti­colare alla maggior diffusione dei divieti di fumo nei luoghi pubbli­ci. Ad aver fumato nel mese pri­ma dell'intervista è comunque quasi il 30% dei quindicenni, 4 punti percentuali in meno rispet­to al 2003. Molti giovani iniziano presto ad accendere le prime si­garette e il 38% dei tredicenni di­chiara di aver già fumato. Per que­sto motivo l' ISPA chiede una nor­mativa uniforme a livello nazio­nale che vieti la vendita di siga­rette ai minori di 18 anni.
L' ISPA comunque si dice soprat­tutto preoccupato in particolare per il comportamento di una mi­noranza di giovani (1-3%, dato in aumento) che assume sonni­feri e droghe pesanti quali la co­caina, l'eroina o gli allucinoge­ni. Per i giovani con un consu­mo problematico è fondamen­tale un intervento tempestivo, afferma il direttore dell' ISPA Mi­chel Graf.

DA: http://www.sensogiovane.ch/

Friday, June 13th, 2008 at 4:56 pm | by Redaktion |

A Cesare quel che è di Cesare. I provvedimenti suggeriti dai membri del "Gruppo di lavoro contro la violenza giovanile"? Beh, non è farina del loro sacco; e la rivendicazione della primogenitura viene oggi da Ivan Schmidt in nome di "Sensogiovane.ch".

Non per solo puntiglio, anche se Schmidt si sente vittima di un plagio: "Quando ci facemmo promotori di una petizione a Locarno, ed era il gennaio 2004, l'autorità politica giudicò le nostre proposte come il parto di qualche patetico psicolabile. Adesso vediamo che gli stessi punti, ad uno ad uno, diventano bastioni delle nuove politiche". In effetti, il documento sbuca dagli archivi: titolo, "Pace in città". Ed allora, si tratta di un plagio "a livello industriale"? Più o meno: oltre quattro anni or sono vennero proposti il coprifuoco per i minorenni, multe e carcere per i genitori di minorenni autori di crimini gravi, l'introduzione dei "vigilanti" ("che oggi sono una realtà, si veda il caso di Lugano-Besso"), la creazione di un Centro giovanile. Le fotocopiatrici devono aver lavorato parecchio, ma Schmidt preferisce metterla su un altro piano: "Non siamo fieri di aver visto lontano, e questo per il semplice fatto che le radici del problema affondano in tempi remoti, assai precedenti all'improvviso risveglio di coloro che stanno in Governo. Eppure mi ricordo benissimo di quel che accadde nel gennaio 2004. E mi ricordo anche di un fatto successivo: a proprio nome, le autorità municipali - le stesse che per bocca di Tiziana Zaninelli avevano deprecato i nostri concetti - lanciarono e fecero propria l'idea della creazione del Centro giovanile e persino quella circa un bando di concorso per la creazione di un "logo" riservato ai giovani".

Adesso, il coprifuoco per i minorennni e le sanzioni per i genitori, doppio caposaldo della petizione, e da altra sponda. Segue commento dello stesso Schmidt: "Bisogna proprio dire "grazie" al Governo, che si è trovato il terreno sondato e spianato. Proprio bello il prendere proposte già oggetto di dibattito e di discussione e farle proprie come se si trattasse di anteprime di film mai visti. Ma passi questo fatto, se lo scopo fosse quello di mettere in pratica tali intendimenti". Perché, ne dubita? "A mio avviso, qui siamo in presenza di una totale amnesia e di una totale incapacità nel far fronte al problema. La morte di Damiano Tamagni viene sfruttata per dimostrare che il Governo si sta muovendo. Solo una messa in scena. Luigi Pedrazzini, in quanto responsabile del Dipartimento istituzioni, si fa promotore di quelle idee che egli stesso aveva ampiamente criticato. E per concludere: nemmeno un membro di "Sensogiovane.ch" è stato sentito o reso partecipe della "task-force" antiviolenza...".

Il "Gruppo di lavoro", insomma, null'altro sarebbe che un alibi. Un alibi per far finta di cancellare o di attenuare la portata di quanto "tante volte i "Mister sicurezza" del Ticino avevano affermato, e cioè che ci si trovava sempre alle prese con un "caso isolato", cui ovviamente seguiva un altro "caso isolato", eccetera eccetera". I "Mister sicurezza", già: nella lettura di Schmidt, sono Luigi Pedrazzini, il procuratore pubblico Antonio Perugini e Marco Pellegrini, quest'ultimo municipale in Locarno. A tutti loro viene destinata una mezza profezia: "Attenti, il prossimo "caso isolato" è dietro all'angolo...".

Fonte: www.mattinonline.ch

Da: Il caffé, 15.06.08 (www.caffe.ch)

<>Ragazzi violenti
"Lo Stato non si sostituisca alle famiglie"


ALBERTO COTTI, LIBERO D'AGOSTINO e EZIO ROCCHI BALBI
U
n coprifuoco che scotta. La proposta del gruppo di lavoro contro la violenza giovanile di vietare ai minorenni di usci­re la sera da casa dopo una certa ora, se non acompagnati da un parente adulto, pare fatta apposta per accendere le polemiche. "Un'ingerenza eccessiva dello Stato nella vita delle famiglie e nell'educazione dei figli" dice Renzo Gal­fetti, noto penalista assai attento alla difesa dei diritti individuali. "Una misura che non ha senso" rincara Matteo Ferrari, presidente dela Confe­renza cantonale dei genitori. "Un provvedimento molto forte e incisivo" chiosa invece l'ex giudice federale Emilio Catenazzi. Tanto forte da spac­care lo stesso gruppo di lavoro nominato dal Cantone, incisivo al punto da scontrarsi con la tutela dei diritti costituzionali e persino col buonsenso, come sostengono le voci più critiche.
Il direttore del dipartimento Istituzioni, Luigi Pedrazzini, fiutando odor di polemiche, presentando le misure suggerite dal gruppo si era premurato di precisare che talune proposte erano da considerarsi "provocazioni" per sollevare il dibattito. Scartavetrando la "provocazione" c'è chi rileva che in un cantone turistico come il Ticino è davvero ridicolo pensare di vieta­re ai minorenni di uscire da soli la sera: "E che si fa? Si lasciano i ragazzi chiusi in albergo o li si accompagna a mangiare la pizza con la morosina che hanno conosciuto in spiaggia? - s'ironizza - . E se un genitore ritiene suo figlio più che maturo per uscire da solo, gli andiamo a spiegare che qui da noi i suoi standard di maturità non valgono?"
Ma dietro i paradossi di una misura di sicurezza a doppio taglio, l'avvoca­to Galfetti nota anche una china pericolosa: "L'educazione dei figli è re­sponsabilità della famiglia e non dello Stato. Questa idea mi ricorda tanto i tempi e l'etica di un certo proibizionismo. Di questo passo sarà lo Stato a dirci anche come vestirli e pettinarli. Un'invasività che erode non solo la libertà dei genitori ma quella di tutti noi. Si sta picconando il principio della responsabilità individuale". Critico anche Ferrari, secondo cui il co­prifuoco non avrebbe per di più una valenza pedagogica per i giovani. "Non va dimenticato, inoltre - ricorda - che è in consultazione una propo­sta del dipartimento Istituzione di segno opposto, per estendere sino alle 23 il permesso ai minori di frequentare da soli gli esercizi pubblici. L'at­tuale limite alle 21 non è più adeguato. La società è cambiata, per cui bi­sogna trovare un compromesso". Sul valore pedagogico del divieto anche Galfetti nutre forti perplessità: "Come messaggio educativo è catastrofico. Difatti, si dice ai ragazzi: tutto ciò che non è proibito è lecito".
Dal profilo costituzionale i dubbi per un divieto generalizzato non manca­no di certo; al limite il provvedimento potrebbe giustificarsi per determi­nati ragazzi che hanno avuto già problemi con la giustizia. "Sulla costitu­zionalità o meno si può discutere - dice Catenazzi-. Molto dipende anche dall'ora in cui scatterebbe il divieto. Inoltre, ci si potrebbe appellare anche al fatto che vigilare sulla nostra gioventù è compito non solo delle fami­glie e della scuola, ma anche dello Stato, a cui spetta anche la tutela del­l'ordine pubblico. Quindi, ci potrebbe essere un interesse pubblico a so­stegno di questo divieto". Interesse pubblico, ecco il grimaldello, secon­do Galfetti, con cui scardinare la libertà individuali: " Lo si è fatto già in passato con altre misure, ponderando di volta in volta questo interesse con la tutela della libertà di tutti noi, libertà che ne sta uscendo sempre a pez­zi". Insomma non è facile conciliare ordine, sicurezza e libertà personali, una triade che in tempi dominati da paure, percepite o reali, tende a sbi­lanciarsi inevitabilmente su misure sempre più restrittive.
"L'educazione dei figli rientra nelle responsabilità dei genitori. Il divieto è una misura troppo invasiva che limita la libertà di tutti noi"

Scetticismo.
Critiche. Dure reazioni. Ma anche qualche consenso all'idea di vietare ai minorenni di uscire di casa dopo una certa ora




RENZO GALFETTI
Il penalista intravede molti rischi per i diritti individuali

 




EMILIO CATENAZZI
Per l'ex giudice federale è un provvedimento forte e incisivo

 




MATTEO FERRARI
Per il presidente della Conferenza dei genitori il coprifuoco è poco educativo

 




Ti-Press

Da: La regione, 27.06.08, pag 15

<>'Denuncia inevitabile'
Aggressione alle Medie di Minusio, parla il papà della vittima 14enne


Due bruciature di sigaretta (una sul braccio destro e l'al­tra sul petto), «
alcuni lividi di colore blu-viola al braccio destro, zona mediale, di forma e dimensioni compatibili con delle dita », e due graffi di cir­ca 2,5 centimetri l'uno, al col­lo e alla mandibola.
È questo il quadro clinico tracciato al reparto di pediatria dell'ospedale La Carità di Locar­no sulla 14enne che giovedì scor­so, nel pomeriggio, era stata ag­gredita da un gruppo di compa­gne di scuola fuori dalle Medie di Minusio, lungo il tragitto scuola-casa (cfr. laRegioneTici­no di ieri). Un quadro clinico che nei graffi e nei lividi sembra poter rispecchiare il risultato di un "normale" alterco fra adole­scenti, ma che per due dettagli, se così vogliamo definirli, dalla normalità si stacca. Il primo è dato dal fatto che sia gli aggres­sori, sia la vittima erano ragaz­ze. Il secondo riguarda la doppia bruciatura di sigaretta. Che con tutta la buona volontà è difficile possa essere casuale e va quindi nel campo delle "sevizie" di cui parlava la lettera anonima giun­venerdì ta in redazione per denunciare il fattaccio, e firmata da un sedi­cente "genitore triste".
Col genitore vero della ragaz­za laRegioneTicino ha parlato ieri. Genitore che premette di non aver redatto lui quella lette­ra (« Veniva fatto riferimento a
delle molestie sessuali, ma la cosa non esiste proprio
») e comunica di aver deciso di denunciare la giovane autrice delle due ustio­ni.
L'uomo ripercorre la brutta avventura vissuta dalla figlia: « La vicenda pare sia nata per questioni di cuore e in questo sen­so credo che tutti, mia figlia com­presa, debbano prendersi le pro­prie responsabilità. Ma da qui ad arrivare a ciò che è capitato ne passa. Ho saputo che, appena uscita da scuola, mia figlia è sta­ta raggiunta da questo gruppo di ragazze che l'ha spintonata, graffiata, immobilizzata, e ustio­nata volutamente, per due volte, con la sigaretta, di cui una in pie­no petto. Inoltre, le hanno messo una gomma americana fra i ca­pelli. È successo poco lontano da casa nostra. Ho potuto confron­tarmi con le ragazze, chiedendo loro chi fosse stato. La responsa­bile, una ragazzina, ha candida­mente ammesso le sue colpe. Ho deciso di sporgere denuncia per­chè è giusto che chi è arrivato a quel punto paghi ». La figlia, pro­segue l'uomo, « non voleva più saperne di andare a scuola il ve­nerdì mattina, per l'ultimo gior­no di lezioni, e mi chiedeva anzi di trasferirla altrove da settem­bre. La scuola ci ha invece consi­gliato di farla rimanere perché certe situazioni vanno affrontate. Lo stesso faremo noi, che domani (oggi per chi legge, ndr.) siamo convocati in direzione per parla­re delle misure disciplinari che verranno prese nei confronti dei colpevoli. Ci è stato proposto di incontrare i genitori dell'altra ra­gazza. Per quanto mi riguarda il confronto mi va benissimo. Po­trebbe già succedere domani alle Medie. Penso che parlarsi sia la cosa giusta ». d.mar.




L'ustione da sigaretta sul braccio (foto tratta dal referto medico)

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