Da: La regione, 23.06.08, pag 15
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Cinque minorenni avevano consumato bevande alcoliche. È questo il bilancio del controllo di Polizia effettuato sabato sera alla birreria Növ Matac di Mendrisio. |
Da: La regione, 23.06.08, pag 15
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Cinque minorenni avevano consumato bevande alcoliche. È questo il bilancio del controllo di Polizia effettuato sabato sera alla birreria Növ Matac di Mendrisio. |
Da: Il Caffé, 15.06.08
Polemiche dopo la proposta del “coprifuoco” per i minori
No allo stato
baby-sitter!
Libero D’Agostino e Ezio Rocchi Balbi
| Un coprifuoco che scotta. La proposta del gruppo di lavoro contro la violenza giovanile di vietare ai minorenni di uscire la sera da casa dopo una certa ora, se non acompagnati da un parente adulto, pare fatta apposta per accendere le polemiche. "Un'ingerenza eccessiva dello Stato nella vita delle famiglie e nell'educazione dei figli" dice Renzo Galfetti, noto penalista assai attento alla difesa dei diritti individuali. "Una misura che non ha senso" rincara Matteo Ferrari, presidente dela Conferenza cantonale dei genitori. "Un provvedimento molto forte e incisivo" chiosa invece l'ex giudice federale Emilio Catenazzi. Tanto forte da spaccare lo stesso gruppo di lavoro nominato dal Cantone, incisivo al punto da scontrarsi con la tutela dei diritti costituzionali e persino col buonsenso, come sostengono le voci più critiche. Il direttore del dipartimento Istituzioni, Luigi Pedrazzini, fiutando odor di polemiche, presentando le misure suggerite dal gruppo si era premurato di precisare che talune proposte erano da considerarsi "provocazioni" per sollevare il dibattito. Scartavetrando la "provocazione" c'è chi rileva che in un cantone turistico come il Ticino è davvero ridicolo pensare di vietare ai minorenni di uscire da soli la sera: "E che si fa? Si lasciano i ragazzi chiusi in albergo o li si accompagna a mangiare la pizza con la morosina che hanno conosciuto in spiaggia? - s'ironizza -. E se un genitore ritiene suo figlio più che maturo per uscire da solo, gli andiamo a spiegare che qui da noi i suoi standard di maturità non valgono?" Ma dietro i paradossi di una misura di sicurezza a doppio taglio, l'avvocato Galfetti nota anche una china pericolosa: "L'educazione dei figli è responsabilità della famiglia e non dello Stato. Questa idea mi ricorda tanto i tempi e l'etica di un certo proibizionismo. Di questo passo sarà lo Stato a dirci anche come vestirli e pettinarli. Un'invasività che erode non solo la libertà dei genitori ma quella di tutti noi. Si sta picconando il principio della responsabilità individuale". Critico anche Ferrari, secondo cui il coprifuoco non avrebbe per di più una valenza pedagogica per i giovani. "Non va dimenticato, inoltre - ricorda - che è in consultazione una proposta del dipartimento Istituzione di segno opposto, per estendere sino alle 23 il permesso ai minori di frequentare da soli gli esercizi pubblici. L'attuale limite alle 21 non è più adeguato. La società è cambiata, per cui bisogna trovare un compromesso". Sul valore pedagogico del divieto anche Galfetti nutre forti perplessità: "Come messaggio educativo è catastrofico. Difatti, si dice ai ragazzi: tutto ciò che non è proibito è lecito". Dal profilo costituzionale i dubbi per un divieto generalizzato non mancano di certo; al limite il provvedimento potrebbe giustificarsi per determinati ragazzi che hanno avuto già problemi con la giustizia. "Sulla costituzionalità o meno si può discutere - dice Catenazzi-. Molto dipende anche dall'ora in cui scattterebbe il divieto. Inoltre, ci si potrebbe appellare anche al fatto che vigilare sulla nostra gioventù è compito non solo delle famiglie e della scuola, ma anche dello Stato, a cui spetta anche la tutela dell'ordine pubblico. Quindi, ci potrebbe essere un interesse pubblico a sostegno di questo divieto". Interesse pubblico, ecco il grimaldello, secondo Galfetti, con cui scardinare la libertà individuali: " Lo si è fatto già in passato con altre misure, ponderando di volta in volta questo interesse con la tutela della libertà di tutti noi, libertà che ne sta uscendo sempre a pezzi". Insomma non è facile conciliare ordine, sicurezza e libertà personali, una triade che in tempi dominati da paure, percepite o reali, tende a sbilanciarsi inevitabilmente su misure sempre più restrittive. |
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Da: La regione, 17.06.08, pag 4
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Da: CdT, 14.06.08, pag 46
LETTERE
AL CORRIERE
Violenza giovanile e genitori divisi
In
merito agli articoli apparsi recentemente sulla stampa ticinese sul
tema della violenza giovanile, vorrei fare le seguenti considerazioni.
Primo presupposto: lo stato si ritrova la società che si merita.
Secondo presupposto: nelle scienze politiche è dimostrato, come afferma
il politologo americano Baskerville, che la burocrazia ha la tendenza a
sviluppare i problemi che sono legati alla sua esistenza, al suo
profitto e al suo potere.
La società attuale è il risultato di
un'educazione affidata principalmente alle donne. I motivi di ciò,
l'assenza paterna nel proprio ruolo educativo, si possono ricondurre
(tralasciando di risalire alle guerre del XX secolo): - al mondo del
lavoro che non favorisce l'occupazione a tempo parziale e che anzi
tende a ridurre sempre più il tempo libero dell'individuo, quello
disponibile per la famiglia e i figli (quindi molto spesso padri
assenti), - a uno stato e alle sue leggi che tendono ad allontanare un
genitore dai propri figli. Mi spiego meglio: in caso di divorzio, la
prassi in Ticino e in buona parte della Svizzera è quella di togliere
l'autorità parentale a uno dei due genitori. In Ticino questo avviene
nel 95% dei casi nei confronti del padre.
Questo è un segnale molto
forte per i minori: si dice loro a chiare lettere «non hai più un
padre». È un segnale forte anche nei confronti dei genitori: «non devi
più occuparti dei tuoi figli, sei esonerato da questo compito». Posso
credere che parecchia gente sguazzi in questo esonero dalla propria
responsabilità di genitore. L'assenza della figura paterna, ma comunque
quella di un genitore, qualsiasi esso sia, toglie in parte l'importante
prassi dello scambio generazionale. I ragazzi sono sempre più lasciati
da soli, col risultato che si educano da soli. Con questa modalità
orizzontale piuttosto che verticale si possono sviluppare delle
dinamiche che assomigliano a quelle criminali: la legge del più forte.
Si arriva così a eliminare nel giro di poche generazioni tutto il
progresso sociale ottenuto in secoli di lotte, quali la difesa dei
deboli, il rispetto delle opinioni altrui, il diritto alla personalità
e una marea di altri diritti. In Ticino ci sono circa 9'000 minorenni
che sono figli di genitori separati, più o meno un sesto della
popolazione minorile. La prassi vuole che questi minori vedano il
genitore discontinuo (nel 95% dei casi il padre) due volte al mese.
Mettiamo pure che, prudenzialmente, in questa
situazione siano solo la metà: è lecito affermare che in Ticino ci sono 4.500 giovani a rischio?
- a una scuola e un'educazione che, insieme allo stato, assume sempre
più una connotazione tendente alla creazione del bisogno (economico) e
alla sua soddisfazione, piuttosto che all'insegnamento dei fondamenti
disciplinari e culturali, che sono un patrimonio inestimabile
dell'individuo per poter affrontare la vita. Mi spiego meglio: si tende
sempre di più a spingere l'insegnamento nella direzione di quello che
desiderano gli alunni. Guai ad annoiare! Cambiare piuttosto argomento,
con il risultato di non insegnare a perseguire gli obiettivi e a
raggiungere dei risultati, che sono gli insegnamenti fondamentali che
portano anche al rispetto delle regole, delle leggi e, di conseguenza,
dell'individuo e dello stato medesimo.
Sono diversi anni che queste
situazioni (del disagio giovanile) vengono segnalate da persone e da
associazioni particolarmente coinvolte.
Apprendiamo quindi con piacere che finalmente qualcuno si sta rendendo conto della reale portata del problema.
Come Associazione di genitori non affidatari teniamo a sottolineare la
nostra volontà di essere presenti nell'educazione dei nostri figli e il
nostro impegno nel promuovere una
genitorialità più responsabile.
Per questo abbiamo però bisogno dell'aiuto dello stato. È difficile
svolgere il proprio ruolo di genitore se lo stato medesimo ce ne priva
e addirittura si vuole sostituire al genitore assente (curatori,
istituti ecc.). È difficile svolgere il proprio ruolo se lo stato non
interviene finalmente nei confronti di chi ancora alimenta questa
situazione (professionisti senza scrupoli, avvocati, pediatri e
psicologi) e a chi si arma dei mezzi più vigliacchi pur di allontanare
un genitore dai propri figli, ossia quelli delle false denunce per
violenza domestica e per abuso sessuale, anche con la complicità dei
professionisti già menzionati e dello stato medesimo.
Ci ha fatto
piacere leggere recentemente sulla stampa ticinese che il p.p. Perugini
(e in altre occasioni anche gli onorevoli Pesenti e Gendotti), dichiara
che si debba dare sostegno ai genitori e ai docenti impegnati
nell'educazione dei giovani. Chiediamo quindi formalmente: quale tipo
di sostegno concreto lo stato conta di dare a chi si sta impegnando da
tempo in questo campo? Da parte nostra continueremo nel nostro intento
di diffondere una maggiore coscienza per la propria responsabilità di
genitori, per esempio con le serate di formazione che organizziamo
regolarmente (la prossima martedì 17 giugno).
Perseguiremo nella
richiesta dell'autorità parentale congiunta e dell'affidamento
condiviso, ossia della difesa dei diritti dei fanciulli a una ampia e
serena relazione con entrambi i genitori. Continueremo nella richiesta
che entrambi i genitori possano e siano tenuti a occuparsi dei loro
figli in modo responsabile. Promuoveremo un maggiore impegno dei padri,
quale figura attualmente piuttosto assente, ma anche latitante,
nell'educazione dei fanciulli. Ci sono infatti parecchi padri ai quali
viene, in un modo o nell'altro, impedito di occuparsi della prole. Ci
sono purtroppo anche padri che rinunciano alla loro responsabilità di
genitore, semplicemente per questioni di comodo e di egoismo.
Continueremo a chiedere che vengano applicate misure e sanzioni decise,
nei confronti di chi alimenta questa situazione (professionisti
istigatori, funzionari inadempienti oltre ai genitori assenti di cui si
parla nelle misure proposte di recente e a quelli che ostacolano con
qualsiasi mezzo la relazione). Non crediamo che sia attraverso la
punizione e la limitazione della libertà individuale dei giovani che si
faranno passi duraturi. La miglior arma di difesa è l'educazione. Ben
vengano quindi lodevoli iniziative quali quella della CCG «l'educazione
rende forti» e quella
del comune di Bellinzona per fornire una maggiore consapevolezza del ruolo di genitore, insieme a tutte le altre.
Sosteniamo la proposta del gruppo di lavoro di sanzionare anche
economicamente i genitori che non dimostrano di occuparsi adeguatamente
dei propri figli.
Continueremo a impegnarci per il vero,
disinteressato interesse dei nostri bambini, per la loro educazione e
per la loro sicurezza.
Riccardo Kuebler,
presidente Associazione genitori non affidatari
Da: CdT, 14.06.08, pag 9
Violenza giovanile O.K. al giro di vite
Il Consiglio dei giovani chiede figure di riferimento nelle scuole dicendosi d'accordo circa le misure del Gruppo operativo
«Il Comitato del Consiglio cantonale dei giovani ritiene che le
proposte inserite nel rapporto del Gruppo di lavoro, che coinvolgono
anche i giovani che si vedrebbero attivi nel cercare di arginare la
violenza giovanile nel Cantone, siano costruttive e molto interessanti
». L'organismo saluta dunque positivamente i contenuti del primo
documento elaborato dal gruppo operativo Giovani-violenza su mandato
del Governo per dare un giro di vite al fenomeno. In questo ambito, si
legge in una nota, al Consiglio cantonale dei giovani sta
particolarmente a cuore il progetto di creare «figure giovanili
all'interno degli istituti scolastici che fungano da referente interno
per quello che riguarda la violenza nella propria scuola. Questo
produrrebbe un rapporto giovane-giovane che il Comitato ritiene essere
più produttivo che un continuo intervento delle autorità».
Ivan Schmidt,
coordinatore di Sensogiovane. ch, punta per contro il dito contro il
Municipio di Locarno e la speciale Task force istituita dal Governo
accusandoli di plagio «industriale » per le citate misure, «già
elaborate nel 2004».
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Movimento Papageno examines the legal and social impact of separation and divorce, with particular attention to the well-being of minors and shared parental responsibility.
We provide documentation and analysis to support informed decisions and balanced public discussion in Ticino and Switzerland.
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