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 Da: Corriere del Ticino, 8.04.08, pag 48

Australia, padre e figlia raccontano incesto in tv
I due, ritrovatisi dopo 30 anni, hanno una relazione da cui è nata una bambina


SYDNEY Un uomo e sua figlia, incontratisi dopo 30 anni di sepa­razione, hanno da otto anni una relazione da cui è nata una bam­bina. È successo in Australia dove Jenny Deaves, la donna, che ora ha 39 anni, ha raccontato la sua vi­cenda domenica sera in un pro­gramma tv chiedendo rispetto e comprensione per la sua situazio­ne. La storia comincia circa 8 an­ni fa quando la donna incontra suo padre John, che adesso ha 61 anni e che se ne era andato di ca­sa quando lei aveva solo un anno.
Solo due settimane dopo, padree figlia cominciano una relazione sessuale. «John e io – ha racconta­to la donna che aveva con sé la fi­glioletta Celeste di nove mesi – ab­biamo una relazione tra adulti consenzienti. Chiediamo solo un po’ di rispetto e comprensione». Con la coppia vivono anche i due bambini che la Deaves ha avuto dal marito, da cui è separata. La donna ha detto che dopo aver in­contrato suo padre ha comincia­to a vederlo più come uomo che come genitore. «Lo guardavo e mi dicevo:non è male. Come si può guardare un uomo in un night club». La trasmissione tv ha cau­sato notevole scalpore.

Da: Corriere del Ticino, 8.04.08, pag 11

VIOLENZA GIOVANILE
Sulla nuova taskforce chieste garanzie al CdS


L’assenza di rappresentanti del neocostituito Gruppo di co­ordinamento sulla violenza gio­vanile e delle Istituzioni al Con­gresso sulla criminalità di Inter­laken tra il 5 e il 7 marzo scorsi ha suscitato perplessità da par­te di Lorenzo Quadri (Lega), che interroga il Governo. Si tratta di «dimenticanza o scelta delibe­rata? ». Quadri rileva che tali as­senze «fanno nascere interroga­tivi sulla reale efficacia ed ope­ratività della neocostituita task force». Che garanzie può dare il Governo sul gruppo di lavoro?

Da: Corriere del Ticino, 9.04.08, pag 13

Più reati violenti e violenze carnali nel 2007
Nove le overdose mortali – Raddoppiate le inchieste per atti sessuali con fanciulli


Ecco il bilancio di attività dello scorso anno della polizia cantonale. In aumento le inchieste per pornografia a cau­sa dell’abuso delle nuove tecnologie da parte di minori

SICUREZZA
La polizia cantonale lavora ma i campi di intervento sono diversi e sempre impegnativi.
Le statistiche lo testimoniano.
(fotogonnella)

Venti pagine di rapporto sull’at­tività svolta nel 2007 nei vari setto­ri e cinquanta per i dati statistici: in una settantina di pagine è con­tenuto il lavoro svolto dalla polizia cantonale lo scorso anno in Tici­no. Il quadro che ne esce è di quel­li­che fa riflettere, amaro, anche se è più confortante se raffrontato a quanto accade oltre frontiera, nel­la vicina Italia. Sono in aumento in Ticino i reati violenti, in particola­re dal biennio 2004-2005 in poi, mentre sul fronte dei delitti contro il patrimonio le cifre mostrano una sostanziale stabilità. Fra i reati in maggior crescita, lesioni persona­li, aggressioni, minacce, coazioni, coazioni sessuali, violenze carna­li, oltre alla violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari. Il numero delle rapine è in pratica stabile, fra le 60-70 all’anno. Solo il 10% di esse è commesso a mano armata. Dopo anni di assenza, scri­ve il comandante Romano Piazzi­ni, nel corso del 2007 si registrano due assalti a mano armata a istitu­ti bancari. Con l’arresto degli au­tori, aggiunge, il fenomeno è stato stroncato sul nascere. Per l’intera categoria degli autori identificati, se nel 2000 erano il 13,4% ad ave­re commesso reati contro la per­sona, nel 2007 il dato è salito al 18,3%, mentre la percentuale re­lativa ai reati contro il patrimonio è scesa dal 56,8% al 40,3%. Gli in­carti iscritti per furto, nel 2007, so­no ulteriormente diminuiti, sep­pur di poco, rispetto al 2006. Ciòè dovuto al calo delle denunce per furti con scasso, mentre quelli ef­fettuati tramite effrazione hanno segnato una leggera ripresa. Per Piazzini, la recente riorganizzazio­ne della polizia cantonale, segna­tamente l’istituzione dei Reparti mobili accompagnata da una più approfondita analisi tattico-stra­tegica dei reati contro il patrimo­nio effettuata dalla polizia giudi­ziaria, rappresenta una risposta ef­ficace ed incisiva nella lotta con­tro la criminalità di importazione.
Il numero d’incarti registrati per infrazione del Codice penale, si è assestato a livelli simili a quelli del 2006 (+0,1%), situandosi a 16.145. Nel 2007 sono quasi raddoppiate le inchieste per atti sessuali con fanciulli rispetto all’ anno prece­dente. In aumento pure le inchie­­ste per pornografia: la causa prin­cipale in questi casi va ricercata nell’abuso delle nuove tecnologie da parte di minori. Per quanto con­cerne le risse e le aggressioni, com­plessivamente
vi è stato oltre un centinaio di interventi per sedare liti violente. Non mancano, poi, le risse in occasione di eventi sporti­vi o in tendoni eretti per feste. Mol­ti gli episodi che si verificano du­rante il carnevale. Violenza dome­­stica: nel 2007 si sono registrati 503 interventi (+ 112 rispetto al 2006): 208 i reati perseguibili d’ufficio (+63). Gli infortuni denunciati al­la polizia sono stati 120, di cui una decina mortali:le cause sono spes­so da ricercare in disattenzioni, im­prudenze, superficialità, inosser­vanza delle norme di sicurezza. L’attività del gruppo antidroga se­gnala l’aumento dei traffici ( cocai­na soprattutto). Nel 2007 si sono registrate 9 morti per overdose in Ticino. Prostituzione:l’attività è in­centrata sul contrasto ai reati di tratta di esseri umani, al promovi­mento della prostituzione e al­l’usura. Le inchieste sono state 7e hanno portato all’arresto di 12 per­sone. Suicidi:se ne sono registra­ti 39 ( l’anno precedente furono 53). In 5 casi si è trattato di suicidio as­sistito. Ecco parte dei dati nudi e crudi di quanto accaduto in Tici­no nel 2007, che giustificano chi, al riguardo, si preoccupa.
Emanuele Gagliardi



 

Da: Corriere del Ticino, 9.04.08, pag 7

Liceale armato di pistola arrestato in classe

Uno studente ventenne è stato disarmato in extremis dal­la polizia ieri all’interno del liceo di Beaulieu a Losanna. Aveva con sé una pistola e due carica­tori pieni. È pure stato trovato un sacco da montagna conte­nente munizioni, ha indicato la polizia. Le forze dell’ordine so­no state allarmate in mattinata dal direttore del liceo. I primi ispettori giunti sul posto hanno reperito lo studente nei pressi del segretariato. In sei sono riu­sciti ad avvicinarsi discretamen­te al giovane e a disarmarlo.
L’uomo portava i due caricatori nelle tasche. Il sacco era inve­ce nell’aula della sua classe.
Stando al comunicato delle for­ze dell’ordine diffuso questa sera, la rapidità e l’efficacia nel­l’intervento hanno probabilmen­te permesso di evitare un dram­ma.

Da: La regione, 5.4.08, pag 6

Prima infanzia, la Svizzera tra gli ultimi
La Commissione svizzera per l’Unesco: il ritardo fa sì che il sistema scolastico elvetico sia uno dei più ingiusti


Berna – La Svizzera trascura l’edu­cazione della prima infanzia e di conse­guenza il sistema di formazione elveti­co è fra i più ingiusti. Uno studio nazio­nale appena lanciato dalla Commissio­ne svizzera per l’Unesco dovrà stabilire un piano d’azione per ovviare a questa lacuna.
Lo studio, diretto da Margrit Stamm, professore di scienze dell’educazione all’Università di Friburgo, dovrà stu­diare la situazione nelle tre regioni lin­guistiche dal profilo scientifico, educa­tivo e sociale, valutare i risultati nel confronto internazionale nonché indi­care settori di intervento concreti. I ri­sultati della ricerca, finanziata con il sostegno di cinque grandi fondazioni svizzere (Fondazione Avina, dalla Fon­dazione
Ernst Göhner, dalla Fondazio­ne Gebert Rüf, dalla Fondazione Jacobs e dalla Fondazione Mercator Svizzera), saranno resi noti il prossimo anno.
In Svizzera l’origine sociale condi­ziona il successo scolastico più dell’in­telligenza o dell’impegno, indica la Commissione in un comunicato basan­dosi sullo studio Pisa. Le pari opportu­nità non vengono quindi rispettate. L’e­ducazione della prima infanzia è un fattore chiave per i futuri successi nello studio e nella vita e contribuisce a eli­minare le differenze di partenza, affer­ma la commissione.
La Svizzera invece è uno dei pochi paesi nei quali i bambini sotto i sei anni vengono ancora educati e istruiti senza un programma coerente. Dal
punto di vista finanziario, la Confede­razione, ad esempio, investe solo un quarto rispetto alla Danimarca nell’e­ducazione della prima infanzia e meno della metà della Germania o della Sve­zia. La partecipazione dei bambini in età inferiore a cinque anni a program­mi prescolastici è aumentata dal 55 al 65% nello spazio europeo negli anni dal 1999 al 2003, in Svizzera è salita solo dal 20 al 23%.
Le disparità fra le regioni linguisti­che sono notevoli. Contrariamente alla Svizzera tedesca, in Ticino e in Roman­dia tra l’80 e il 90% dei bambini di età inferiore ai cinque anni frequenta un programma prescolastico. In Ticino, anche se l’asilo non è obbligatorio fino al quinto anno di età, quasi tutti i bam­bini
lo frequentano già a partire dai tre anni, ha sottolineato la consigliera na­zionale ticinese Chiara Simoneschi­Cortesi.
L’obiettivo della Commissione è di integrare l’educazione della prima in­fanzia a lungo termine nella società, nella politica e nella scienza, precisa il comunicato. Oltre a Simoneschi-Corte­si, una quindicina di consiglieri nazio­nali e agli stati sostengono questa vi­sione. Nei paesi all’avanguardia nel settore dell’educazione della prima in­fanzia, come l’Inghilterra, la Svezia e la Nuova Zelanda. Non ci sono soltanto programmi di educazione per tutto il settore prescolastico, ma esistono an­che importanti centri di ricerca, rivela ancora la Commissione.
ATS




KEYSTONE
Grosse disparità tra regioni linguistiche
 

 

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